la situazione

Bufera sulla guardia medica a Crescentino

"Si è rifiutata di venire a visitare il bimbo a casa"

Bufera sulla guardia medica a Crescentino
Cronaca Vercellese, 01 Agosto 2021 ore 10:52

La caparbietà e l’insistenza di una coppia di genitori ancora una volta salva la vita ad un piccolo bimbo. Siamo a Crescentino dove un bambino di due anni e mezzo ha rischiato di perdere la vita per un’appendice infiammata.

Bufera sulla guardia medica

I genitori parlano di malasanità e sono pronti a dare battaglia perché questo non ricapiti più, che nessuno debba vivere il loro stesso incubo.
«Tutto è cominciato domenica 11 luglio - raccontano i genitori del piccolo - quando alle 8 ci siamo recati al Pronto Soccorso di Chivasso: la pediatra, dopo una visita molto veloce, ci ha rimandati a casa nonostante le avessimo detto che nostro figlio aveva la febbre già da 6 giorni, pur prendendo l’antibiotico. Invece di approfondire facendo un emocromo, lo ha dimesso dicendoci che avrebbe dovuto proseguire con l'antibiotico prescritto e dandogli una cura del tutto sbagliata. Ovviamente la sera è peggiorato, ha iniziato ad avere i crampi addominali e dissenteria forte oltre alla febbre: sintomi di un'appendice infiammata.
Il giorno seguente, il lunedì mattina, abbiamo chiamato la sua pediatra facendole presente il tutto. E lei, anziché venire a casa nostra per assicurarsi delle sue condizioni, si è limitata a darmi una diagnosi veloce al telefono dicendomi di dare fermenti lattici per la dissenteria e tachipirina come antidolorifico. In più mettere una borsa d'acqua calda.
Mio figlio ovviamente è andato sempre più peggiorando finché la sera del lunedì abbiamo deciso di chiamare la Guardia medica che si è rifiutata di venire a casa dicendoci di portare il bambino in studio. Mio figlio, di soli 2 anni e mezzo, non si tirava nemmeno su dal dolore atroce e si rifiutava di farsi prendere in braccio. Ci siamo decisi poi di portarlo al Pronto soccorso del Regina Margherita. Fatti gli esami del sangue nell'immediato, la mattina dopo (era il 13 luglio) è stato operato di appendicite in peritonite acuta. Grazie a tutti questi dottori mio figlio ha rischiato di morire per un'infezione altissima. Ora siamo intenzionati a procedere con una denuncia nei confronti del Pronto soccorso di Chivasso. Non servirà a molto, ma ci proviamo perché questi medici sono pagati per svolgere il loro lavoro, che più che un lavoro per loro dovrebbe essere una passione. Non si tratta di oggetti, ma di vite umane e bisogna essere sempre attenti e scrupolosi».
E’ una famiglia che ha vissuto momenti difficili, giorni durante i quali ha pregato che il bimbo potesse riprendersi.
«Ringrazio la testardaggine di mio marito che stanco di vederlo soffrire si è deciso a portarlo al Pronto. E ringrazio me stessa di aver scelto il Regina Margherita» spiega la mamma del piccolo ora in convalescenza.

Il sindaco si è attivato

Una vicenda della quale si sta interessando anche il primo cittadino di Crescentino Vittorio Ferrero tant’è che venuto a conoscenza di questa vicenda ha immediatamente inviato una mail Pec alla direzione dell’Asl To4 per comprendere meglio quello che è successo, per capire i motivi per i quali la guardia medica ha deciso di non recarsi nell’abitazione ma ha chiesto di portare il piccolo in ambulatorio nonostante i sintomi.

L'intervento del Direttore Sanitario

Sulla questione interviene anche il Direttore del Distretto Chivasso - San Mauro Mauro Trioni: «Effettivamente anni fa avevamo avuto problemi e avevamo sostituito dei medici di guardia medica. Ma negli ultimi due anni non è arrivato alcun esposto o segnalazione. Facendo seguito alla segnalazione specifica, precisando che anche in questo caso non è pervenuta alcuna segnalazione ufficiale, l'Asl verificherà quanto segnalato e si procederà secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Occorre anche aggiungere che comunque a Crescentino vengono effettuate migliaia di visite all'anno e che specialmente in questo periodo di pandemia i medici si sono comportati in modo encomiabile e coraggioso e ritengo che degli episodi, da approfondire, ed eventualmente con responsabilità di singoli medici, non possano mettere in negativo tutta l'attività svolta di continuità assistenziale (ex guardia medica), che è una risorsa preziosa per la comunità, oltre più sempre più difficile da garantire per la carenza a livello nazionale dei medici. L'Asl comunque sta monitorando l'attività di tutte le sedi di continuità assistenziale».