Il caso

Caccia al maniaco, ormai è psicosi: ha rischiato il linciaggio

Vive in macchina, ora lo accusano di aver molestato delle ragazzine nei pressi dell’area fieristica: «Hai freddo? Ti scaldo io»

Caccia al maniaco, ormai è psicosi: ha rischiato il linciaggio

Il confine tra solidarietà e linciaggio si è sbriciolato in un istante. Ieri era l’emarginato da aiutare, oggi è il «mostro» da cui proteggere figli.

Caccia al maniaco, ormai è psicosi: ha rischiato il linciaggio

Nei pressi dell’area fieristica, accanto all’area di sgambamento cani, in un’auto trasformata in abitazione, matura una psicosi collettiva che corre più veloce della giustizia. Bastano poche parole sussurrate nel gelo di quell’area molto frequentata dai giovani e davanti alle scuole per trasformare la pietà in rabbia, nonostante il vuoto di denunce ufficiali. Il passo dal «buon vicino» allo spettro del maniaco è breve.

I dettagli della vicenda

Per mesi, quell’uomo di origine africana è stato parte del paesaggio urbano. Una presenza discreta, quasi invisibile se non fosse per quell’auto parcheggiata che fungeva da camera da letto e ripostiglio. Il paese aveva risposto con quella carità silenziosa e tipica della provincia: un pasto caldo, qualche vestito, un saluto distaccato, ma dignitoso e persino la connessione wi-fi.
Era «il poveretto dell’area fieristica», un simbolo di marginalità da gestire con benevolenza. Cresceva la preoccupazione poiché quell’uomo dormiva a temperature rigide nella sua auto, ma lui da lì non voleva andarsene. Tutto è cambiato in un pomeriggio. La voce si è sparsa sui gruppi WhatsApp dei genitori, rimbalzando di chat in chat: l’uomo avrebbe avvicinato delle ragazzine con frasi ambigue. «Hai freddo? Vieni in auto con me, ti scaldo io». In poche ore, l’assistenza si è trasformata in ostilità, il sorriso in sguardo sospettoso. Nonostante la situazione fosse nota a molti e più volte nel vicinato, ma non solo, era emersa la preoccupazione verso questa situazione, sul tavolo delle forze dell’ordine non c’è ombra di denuncia.

Il controllo dei genitori

Di tanto in tanto i genitori si recano all’uscita di scuola piuttosto che all’area fieristica per accertarsi che la situazione sia tranquilla e che i loro figli siano al sicuro. «Nei giorni scorsi alcuni ragazzi volevano picchiarlo – dicono alcuni fruitori della zona – e noi li abbiamo allontanati, ma temiamo che possa capitare il peggio. Infatti, se questi episodi, nei confronti delle ragazzine, dovessero ripresentarsi prima o poi qualche genitore esasperato potrebbe reagire. Prima che la situazione precipiti, serve un intervento risolutivo da parte delle Forze dell’ordine».