L'analisi

Cambursano: “La Malavita si compra tutta Chivasso, ma la Consulta tace”

L'intervento di Renato Cambursano, già sindaco della città, scuote le coscienze e mette a nudo l'immobilismo delle istituzioni locali

Cambursano: “La Malavita si compra tutta Chivasso, ma la Consulta tace”

Quanto sta accadendo a Chivasso non è purtroppo una novità per i lettori di questo giornale. Da tempo denunciamo come la criminalità organizzata stia silenziosamente colonizzando il «salotto buono» della nostra città. Non siamo più all’epoca delle sole intimidazioni violente; oggi la ‘ndrangheta punta al potere economico. Compra attività commerciali: un modo pulito per riciclare denaro sporco e controllare il territorio dal di dentro.

Cambursano: “La Malavita si compra tutta Chivasso, ma la Consulta tace”

Su questo tema, l’intervento di Renato Cambursano, già sindaco della città, scuote le coscienze e mette a nudo l’immobilismo delle istituzioni locali.
Il tono usato è forte e fin dall’incipit Cambursano chiarisce: «Assessore Vitale, se ha impegni più urgenti, che siano in Procura o in Officina Culturale – la sua creatura e la causa dei suoi conflitti di interessi! – vada pure, ci pensa il Presidente della “Consulta della Legalità”, Ferrantello, a tenere la scena sul problema delle mafie che comprano attività commerciali in Chivasso. E lo fa dichiarando: “Bisogna evitare di creare un clima di sfiducia che danneggia l’intera comunità… e non spetta a me, né ad altri, sostituirsi alla Magistratura o alle forze dell’ordine”.
Tradotto in parole semplici: non sono i fenomeni criminali a danneggiare la comunità chivassese, ma coloro che li segnalano. Un messaggio inquietante, come se il compito di chi siede in una Consulta della Legalità fosse quello di tranquillizzare – lasciando che la malavita organizzata continui a comprare con soldi rinvenienti da estorsioni, spaccio di stupefacenti, minacce, ecc., le attività economiche chivassesi e non già quello di stimolare la consapevolezza che contro questi “poteri” più o meno occulti, non si deve convivere ma combatterli con la denuncia pubblica, con l’emarginazione delle loro attività».

“A questo punto agevoliamo le mafie a venire qui”

Ironizzando dice: «A questo punto l’alternativa sarebbe quella di agevolare i “cartelli delle mafie di tutto il mondo” a trasferire i loro “quartieri generali” qui da noi, nelle nuove aree industriali e/o commerciali o nei capannoni sfitti, pur di attrarre investimenti. Mi sa che questa sia l’alternativa, frutto del silenzio».
Ricorda ancora: «Nel 2021, dopo un mio articolo su questo giornale dal titolo “Cosa accade a Chivasso: bar, ristoranti, bistrot, ecc stavano passando di mano e… In che mani”!, chi presiedeva allora la Consulta della Legalità, dopo aver chiesto “al Comune l’elenco delle nuove aperture e dei passaggi di proprietà di negozi e altre attività commerciali” esprimesse una posizione ben diversa: “da quei fogli è emerso come molti dei dubbi della vulgata si basassero su fatti concreti e degni di essere approfonditi da chi di dovere”.

Era ed è un esplicito invito, anzi una sollecitazione, al Comune a fare questi approfondimenti, che non sono mai stati fatti e con una simile “nuova” presidenza della Consulta e con un simil assessore non si fanno e non si faranno più per “evitare di creare un clima di sfiducia generalizzata che danneggia l’intera comunità”.
Quello stesso anno 2021, assistemmo alla minimizzazione del problema, quando in Consiglio Comunale si affermò che “il problema della legalità viene fuori quando arriva la Magistratura”. Oggi siamo andati oltre, non si attende soltanto l’intervento della Magistratura, si scoraggia chiunque voglia segnale ciò che accade interno a noi. E non si gira dall’altra parte e non si accontenta di “shopper” (borse) con slogan “vuoti”».

“Giuste le dimissioni di Buo”

Prosegue con convinzione: «In questo quadro l’unico gesto politico netto è arrivato dalla consigliera Claudia Buo che ha rassegnato le proprie dimissioni dalla Consulta per denunciare pubblicamente il suo svuotamento. Un gesto che porta la questione nel luogo più appropriato: il Consiglio comunale.
Ben venga quindi la proposta della Presidente dell’Ascom, Maria Luisa Coppa, di istituire un “Osservatorio sulle infiltrazioni mafiose nel commercio locale”, purché non sia affidato a chi oggi guida la Consulta, perché serve discontinuità e coraggio di guardare in faccia la realtà.
Non si tratta di “creare allarmismi”, ma di rispondere a una domanda essenziale: vogliamo davvero difendere la legalità o solo far finta di farlo?».

Il messaggio forte che arriva da Renato Cambursano è chiaro: la democrazia non si difende con le rassicurazioni di facciata, ma con la capacità di guardare negli occhi i fenomeni che minacciano il tessuto economico della città. Chivasso non può permettersi di diventare un «distretto del riciclaggio» protetto da un velo di perbenismo. È tempo che la politica torni a vigilare, denunciare e scegliere da che parte stare. Perché, come ci insegna la storia, dove lo Stato arretra per non disturbare la quiete, la criminalità avanza per occupare il potere.