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Cambursano replica a Mastroleo: "La mia vita politica non ha una sola ombra"

...E cita anche Lenin: "La falsità è uno strumento per raggiungere il potere e conservarlo".

Cambursano replica a Mastroleo: "La mia vita politica non ha una sola ombra"
Cronaca Chivasso, 26 Maggio 2021 ore 15:31

Non si è fatta attendere la risposta di Renato Cambursano all'attacco di Giovanni Mastroleo pubblicato nel giornale La Nuova Periferia in edicola oggi, mercoledì 26 maggio 2021.

La replica di Cambursano a Mastroleo

Sono passate poche ore dall'uscita del nostro giornale in edicola dove Mastroleo replica duramente all'ex-parlamentare Cambursano che arriva la replica di quest'ultimo.

"Non intendevo più ritornare su questo argomento così distruttivo per la città di Chivasso, ma sono stato tirato per i pochi capelli che mi rimangono dal compagno Mastroleo, il quale questo assioma comunista lo ha imparato molto bene, infatti non avendo argomenti veri da esporre ai cittadini di Chivasso in merito alle telefonate tra un arrestato per appartenenza mafiosa (‘Ndrangheta) e Claudio Castello quando era assessore e poi candidato a Sindaco nel 2017, mena il can per l’aia ancora una volta, pensando che i Chivassesi non sappiano distinguere tra considerazioni politiche che come cittadino ho il dovere morale di dire come la penso e di non  tacere di fronte ad caso così grave, e percorsi giudiziari che invece non mi competono. Anche a lui ricordo quanto scrissi ai loro “solidali” consiglieri comunali e cioè che la Magistratura, immaginando di avere a che fare con una persona in stato di santità dalla quale apprendere qualche nuova preghiera o qualche buon insegnamento di vita, mette sotto controllo il telefono di “Pino” Vazzana e purtroppo per lui e per Castello, i Magistrati scoprono che colui che 4 anni dopo viene arrestato con il fratello, è tutt’altra persona, più dedita alle preghiere al candidato a sindaco nonché assessore uscente, che al Buon Dio! Personalmente non so se Castello sapesse chi fosse Vazzana Giuseppe. Lo scoprirà la Magistratura. Compito della libera stampa e dei cittadini pensanti e liberi, ai quali ho la presunzione di appartenere, è quello di raccontare i fatti e fare le proprie considerazioni, alla luce anche di quanto accaduto 10 anni fa, quando già ci siamo trovati con la malavita organizzata che tentava di mettere le mai sulla città di Chivasso, con il rischio dello scioglimento del Consiglio Comunale, superato solo perché nel contempo era stato eletto sindaco il dottor Libero Ciuffreda, il quale ora ha usato un’espressione molto chiara: Inquietante! Da parte mia ricordo, ancora una volta, che nel 2006 mandai a “quel paese” chi di sua iniziativa mi prometteva voti ed il mio “naso doppio” funzionò alla perfezione. Persi le elezioni, ma vinse il mio onore. Quel tizio lo ritrovammo 5 anni dopo nell’operazione “Minotauro”. C’è o no una qualche differenza di comportamento?

Ora apprendo che quel signore aveva bussato anche alla porta di Mastroleo e da questi messo fuori. Ha fatto bene, anzi benissimo, così siamo in due! Purtroppo, però, questa volta non è successo così, anzi! Riferire cosa sta scritto nell’Ordinanza del Tribunale di Torino e cioè che “il 12 Giugno del 2017, il candidato a Sindaco, Claudio Castello, telefona a Vazzana chiamandolo per nome e gli dice esattamente così: “Adesso devi vincere, eh Pino” e quest’ultimo “gli assicura il proprio impegno elettorale “ è sostituirsi alla Magistratura? O molto più onestamente riferire i fatti?! Chi doveva vincere? Vazzana, Castello o entrambi? Un mese dopo, il 12 luglio 2017, scrivono ancora i Magistrati: “…appare evidente come Vazzana Giuseppe sia legato al sindaco di Chivasso da un’amicizia di vecchia data che gli consente di instaurare con quest’ultimo un canale di comunicazione privilegiato rispetto al resto della cittadinanza e di sottoporgli le proprie esigenze in maniera più snella ed informale rispetto alle consuete procedure burocratiche comunali”. Siamo a ”figli e figliastri”? E ancora, in una conversazione telefonica tra Giuseppe Vazzana e la madre Domenica risalente al 3 ottobre 2017, tra le altre cose, leggiamo che “però lui (Castello)si è sbattuto, cioè …è un amico…questo è un mio amico…” A questo punto, mi corre l’obbligo di chiedere: “Mastroleo, l’hai letta l’Ordinanza?” Certo che l’ha letta, ma gli fa più comodo far finta di nulla, “per non pagare il sale”, come dice un vecchio detto piemontese arrivando ad ipotizzare che anche il sottoscritto, nei miei 40 anni di vita politica,senza aver mai avuto a che fare con la Magistratura,  abbia ricevuto telefonate di malavitosi. Gli rispondo così: “non lo escludo, ma una cosa è certa,  non ne ho mai fatte! Questa tua è una pura illazione, mentre quelle riportate dall’ordinanza sono telefonate ricevute e fatte dal Sindaco Castello. Questi sono fatti, duri da accettare, vero Mastroleo?!".

Cambursano: "La mia vita politica non ha una sola ombra"

"E’ metterla in caciara ricordare queste cose? O non lo sono piuttosto le narrazioni sulla mia vita politica, che non ha una sola ombra, per tentare di distogliere i Chivassesi dalla dura realtà politica che stiamo attraversando? Ma i nostri concittadini non si lasciano infinocchiare! Essendo un combattente nato, anche su queste narrazioni non mi tiro indietro:
Elezioni amministrative del 1993, vinte al ballottaggio da Francesco Lacelli, sul quale sono convenuti non solo i voti della Sinistra ma anche i voti del MSI oltre che dalla DC e PSI che avevano portato al primo Commissariamento della Città e ai fatti della Tangentopoli locale;
Elezioni politiche 1996: venni eletto Deputato grazie ai voti del Centrosinistra (Rinnovamento Italiano, Partito Popolare e PdS) e la desistenza di Rifondazione Comunista. Che quel signore mia abbia dato i voti, dubito fortemente, tanto che venni eletto con un 4% in più di voti personali rispetto alla somma dei voti presi dai partiti che mi avevano sostenuto!

Elezioni politiche del 2001: venni candidato nel Collegio Senatoriale di Torino Nord, dove Rifondazione Comunista aveva un proprio candidato che perse clamorosamente. Fui candidato colà a seguito di una specifica scelta de “I Democratici” all’interno de La Margherita per avere un senatore in Commissione Bilancio. Se vuoi saperne di più, possiamo fare insieme una telefonata ad Arturo Parisi, braccio destro di Prodi. Si di quel Romano Prodi al quale Rifondazione Comunista negò la fiducia nel 1998!

Elezioni amministrative 2006, tutto il centro sinistra mi pregò di candidarmi a sindaco…. . Purtroppo accettai. Non vinsi al primo turno per 104 voti, dopo 8 anni di governo Fluttero. Peccato che proprio la forza politica che Mastroleo rappresentava non abbia mosso un dito al ballottaggio, infatti i voti al secondo turno sono stati molti di meno che al primo, cioè lo 0,36%, perché certa sinistra trascorse quei 15 giorni seduta al bar Cavour, preferendo la sconfitta della coalizione. Mi dispiace per Mastroleo, ma due anni dopo venni rieletto in Parlamento…

Miei partiti di militanza politica: DC, Popolari (“costola” sinistra della gloriosa Democrazia Cristiana), I Democratici di Prodi, La Margherita ( Fusione tra Democratici, Popolari e Rinnovamento ), Italia dei Valori.

Non ho mai aderito al Partito Democratico. Prima di chiudere, ritorno un attimo al 2017, anno di quelle telefonate fatte e ricevute e più precisamente alle primarie richiamate da Mastroleo. Si è vero: “truppe cammellate” si mossero in quell’occasione…ecco perché dico a Claudia Buo: fatti dare dal PD l’elenco di chi partecipò al quel voto, così si potrà vedere chi andò a votare….. e magari ne scopriamo delle “belle”.  Io non partecipai a quella farsa e mi dispiacque molto che Claudia fosse caduta nella trappola. Sono davvero curioso, e forse anche lui, visto che fa altre illazioni su Claudia".