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Carabinieri Forestali a Volpiano, la delusione del sindaco Castello: «Impegnati 80 mila euro»

Il Comune aveva messo a disposizione dei locali in via Volpiano.

Carabinieri Forestali a Volpiano, la delusione del sindaco Castello: «Impegnati 80 mila euro»
Cronaca Chivasso, 14 Febbraio 2021 ore 06:50

La notizia dell’addio alla città dei Carabinieri Forestali (che si trasferiranno a Volpiano) è stata una doccia fredda per l’amministrazione comunale del sindaco Claudio Castello, che (dopo Palazzo Einaudi) aveva messo loro a disposizione alcuni locali presso l’autocentro di via Volpiano.

Carabinieri forestali via da Chivasso

Investendo, e non è un particolare da sottovalutare, poco meno di 80 mila euro per la trasformazione della struttura secondo le esigenze dell’ente.
«Con nota del 28 febbraio 2013 – spiegano da Palazzo Santa Chiara – il Corpo Forestale dello Stato comunicava che, a causa di sfratto esecutivo, la locale sede del Corpo sarebbe stata chiusa, contestualmente richiedeva, al fine di mantenere il presidio sul territorio, che l’Amministrazione comunale concedesse in comodato gratuito un locale di circa 40 metri quadrati.
A fronte di tale richiesta il Corpo proponeva, in alternativa del pagamento del canone e garantendo comunque la corresponsione delle spese e delle utenze, di erogare servizi aggiuntivi fornendo personale qualificato e titolato a svolgere: “Vigilanza ambientale del territorio comunale, attività di divulgazione e didattica ambientale nelle scuole site nel Comune di Chivasso e attività di collaborazione tecnica per la gestione del patrimonio arboreo e forestale di proprietà comunale”.
Considerata la particolare rilevanza della vigilanza ambientale e i riflessi sulla legalità derivanti dall’attività di un presidio del Corpo Forestale dello Stato sul territorio comunale, l’Amministrazione comunale concedeva, in comodato d’uso gratuito, al Corpo Forestale dello Stato, Comando Provinciale di Torino, i locali di proprietà comunale siti a Palazzo Einaudi.

Il 4 agosto 2015 il Parlamento italiano approvò la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche che prevedeva all’art. 8 l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato all’interno dell’Arma dei Carabinieri.

Nel 2019, l’Amministrazione Comunale, nell’ambito del proprio impegno sul fronte della sicurezza, voleva realizzare, in collaborazione con gli Organi preposti alla pubblica sicurezza e alle Forze dell’Ordine, sinergie per favorire il maggior presidio del territorio, provvedendo, nel contempo, alla valorizzazione e recupero del proprio patrimonio immobiliare. A tale scopo propose ai Carabinieri Forestali, una nuova sede in locali di proprietà comunale non utilizzati, che necessitavano di alcuni interventi di ristrutturazione al fine di ospitare adeguatamente gli agenti forestali.

La proposta era stata favorevolmente accolta, con formale comunicazione, da parte dei Carabinieri – Corpo Forestale e per realizzare la nuova sede nei locali individuati in via Volpiano – Autocentro, già destinato ad alloggio per custode, l’Amministrazione comunale approva il Progetto di fattibilità tecnico economica, predisposto dall’ufficio tecnico comunale al fine di realizzazione le opere necessarie, impegnando la somma di 79 mila 940 euro. Con lo stesso atto si incarica il Servizio Lavori Pubblici per la redazione degli Atti Amministrativi e per le ulteriori fasi progettuali necessarie per l’affidamento dei lavori.

Il 12 marzo 2020, il Comando Regione Carabinieri Forestale Piemonte, informa (protocollo numero 3347) l’Amministrazione Comunale, della decisione degli organi superiori di accorpare la sede di Chivasso con quella degli elicotteristi di Volpiano.
Nella comunicazione si spiegano chiaramente che le motivazioni per cui è stata scelta la soluzione di Volpiano è legata a valutazioni economiche relative al risparmio che tale soluzione avrebbe generato. Nella stessa comunicazione i responsabili dell’Arma ringraziano il Comune per «La preziosa e costante collaborazione» tesa a fornire ai Carabinieri Forestali una sede adeguata».
Non trattiene la delusione il sindaco Claudio Castello, seppur comprendendo le scelte operate in un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando: «Non posso che essere dispiaciuto di questa scelta. Nonostante l’impegno dell’Amministrazione e della struttura comunale nell’agevolare la permanenza in città di questo Corpo, dobbiamo prendere atto della decisione. Voglio sottolineare che la variazione della sede, sempre in posizione baricentrica rispetto al territorio di competenza, non determinerà l’interruzione dei progetti ambientali e di presidio del territorio».

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