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«Casa della Salute di Chivasso», tre ipotesi al vaglio: Agenzia delle Entrate, Consultorio ed ex Convento

A questo punto, la parola passa ai palazzi del potere, anche se dovranno decidere in fretta.

«Casa della Salute di Chivasso», tre ipotesi al vaglio: Agenzia delle Entrate, Consultorio ed ex Convento
Cronaca Chivasso, 28 Agosto 2021 ore 05:27

L’unica cosa certa è che entro il mese di settembre dovrà essere consegnato alla Regione Piemonte l’elenco dei siti idonei ad ospitare la «Casa della Salute» di Chivasso.
Al momento di ufficiale non vi è nulla, se non l’eco degli incontri che nelle ultime settimane hanno visto protagonisti i maggior enti della politica e della sanità cittadina.

«Casa della Salute di Chivasso», ecco le tre ipotesi

Sul tavolo ad oggi vi sarebbero due ipotesi concrete, più una terza che rappresenta però un «sogno» che potrebbe risolvere più di un problema all’ombra della Torre Ottagonale.
Ma andiamo con ordine.
La prima ipotesi su cui si sta lavorando vede la «Casa della Salute» (che rappresentano un unico punto di riferimento per i cittadini, dove possono accedere alle cure primarie, ricevere orientamento e assistenza e trovare tutti i professionisti e i servizi relativi alla salute) realizzata nei locali dell’Agenzia delle Entrate di piazza del Popolo. Dalla sua ha la posizione centrale, l’ampia disponibilità di parcheggi in zona e la possibilità di «allargarsi» nell’edificio dell’ex Cinema Cinecittà, il cui recupero non è menzionato nel programma appena presentato dall’Amministrazione comunale guidata da Claudio Castello. Di contro, parliamo di un edificio che risale al periodo del fascismo (si tratta dell’ex Palazzo Littorio), che per essere adattato alle esigenze di una Casa della Salute dovrebbe comunque essere sventrato o quasi. Semplice, invece, trovare una sistemazione alternativa per l’Agenzia delle Entrate, che potrebbe traslocare senza troppe difficoltà a Palazzo Einaudi.
La seconda ipotesi è legata al Consultorio di via Marconi, anche in questo caso ex «Casa della madre e del fanciullo» di mussoliniana memoria. L’edificio, che ospita anche il servizio veterinario dell’AslTo4, dovrebbe essere però rialzato almeno da un piano. Tutto si può fare, per carità, ma l’area ha subito parecchi danni anche nel corso di alluvioni recenti, e nel Ventennio era stata scartata l’ipotesi di realizzare in zona i rifugi antiaerei vista la presenza di falde superficiali.
Come detto, c’è un «piano C» che solletica l’interesse di molti, ed è legato al complesso dell’ex Convento di San Bernardino, tra via del Collegio e piazza d’Armi, che potrebbe presto tornare all’asta a causa del fallimento dell’immobiliare Sant’Andrea. Un «sogno» (anche perché ad oggi non vi è nulla di certo sul futuro dell’immobile) ma che potrebbe, come detto, risolvere più di un problema alla città.
La situazione dell’ex convento è decisamente complessa, anche dal punto di vista urbanistico, e non è certamente il periodo storico per ipotizzare l’arrivo di un nuovo imprenditore che voglia realizzare appartamenti di lusso.
Acquistandolo all’asta o direttamente dal curatore fallimentare, il Comune (con l’aiuto di Regione, Asl e associazioni varie) potrebbe quindi mettere le mani su un gioiello di indubbio valore, in pieno centro, facendolo rivivere con uno scopo più che nobile. Vi è poi la chiesa, con affreschi riconducibili alla scuola di Raffaello Sanzio, che potrebbe essere usata come centro congressi.
La posizione, poi, è decisamente centrale, con una disponibilità di parcheggi praticamente infinita d accezione del mercoledì, giorno di mercato, anche se questa considerazione vale praticamente per tutte le location di Chivasso, escludendo le periferie.

La parola ai palazzi del potere

A questo punto, la parola passa ai palazzi del potere, anche se dovranno decidere in fretta. Settembre è infatti alle porte, e senza l’indicazione di massima di una possibile sede (che ovviamente, nel caso dell’ex convento, è legata alle decisioni di terzi) Chivasso potrebbe perdere un treno importantissimo e atteso da tutti i cittadini.