A RONDISSONE

Centrale a biomasse, accettato il ricorso: si discuterà nel 2021

L'intenzione è quella di far annullare il giudizio favorevole rilasciato dalla Città Metropolitana.

Centrale a biomasse, accettato il ricorso: si discuterà nel 2021
Chivasso, 07 Luglio 2020 ore 14:43

Il Consiglio di Stato ha accettato il ricorso contro la decisione del Tar di annullare il giudizio favorevole rilasciato dalla Città Metropolitana al progetto di realizzazione di un impianto di produzione di biometano e compost a Rondissone, poco distante da altre aziende e dal complesso residenziale 2001 oltre che dal Centro giovani comunale.

Centrale a biomasse, accettato il ricorso

Il Consiglio di Stato ha accettato il ricorso contro la decisione del Tar di annullare il giudizio favorevole rilasciato dalla Città Metropolitana al progetto di realizzazione di un impianto di produzione di biometano e compost a Rondissone, poco distante da altre aziende e dal complesso residenziale 2001 oltre che dal Centro giovani comunale.
Il ricorso, uno presentato dalla Città Metropolitana e l’altro dalla Ferplant S.r.l., società proponente, contro i Comuni di Rondissone, Torrazza Piemonte, Mazzè e Verolengo sarà discusso.

Nel primo trimestre 2021

Ma i tempi sono ancora lunghi perché il Consiglio di Stato ha previsto come periodo per la discussione pubblica del merito della causa quello del primo trimestre 2021. Dunque passeranno più di sei mesi prima che la società proponente e la Città Metropolitana che aveva dato all’avvallo all’impianto, possano spiegare le motivazione della richiesta di annullamento della sentenza del Tar e così cercare di realizzare la centrale lungo strada Mandria.

Parere contrario

Intanto le Amministrazioni continuano con il loro pensiero di contrarietà nei confronti di questo impianto che ha visto sin dall’inizio della vicenda schierarsi contro anche gli ambientalisti tant’è che hanno organizzato delle vere e proprie manifestazioni nei pressi dell’area dove è stata prevista la collocazione di un impianto che non piace nemmeno a chi è titolare di imprese nelle sue vicinanze oltre che degli abitanti residenti del quartiere 2001 che temono, oltre ad una svalutazione dei propri immobili, anche di danni legati alla loro salute. Infatti, gli ambientalisti più volte all’Amministrazione passata, quella guidata da Miriam De Ros, hanno più volte sottolineato come lì abitino più di 60 famiglie, persone che hanno diritto a vivere la loro vita senza l’incubo di una centrale.
Insomma, il capitolo biomasse non si ferma, prosegue la strada.

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