Chivasso

Centrale Biometano, parla il Consorzio Irriguo

L'impianto dovrebbe sorgere nel territorio di Caluso, al confine con Mandria e Boschetto.

Centrale Biometano, parla il Consorzio Irriguo
Chivasso, 20 Giugno 2020 ore 17:14

Centrale Biometano, parla il Consorzio Irriguo di Chivasso.

Centrale Biometano

Dopo le polemiche delle scorse settimane sul progetto di una centrale a Biometano alle porte di Chivasso, già nel territorio di Caluso ma a poche centinaia di metri dalle frazioni di Mandria e Boschetto, è il Consorzio Irriguo di Chivasso a voler dire la sua con un documento firmato dal segretario Emanuele Martellozzo e dal presidente Mario Cambursano.

Il comunicato

“In riferimento agli articoli apparsi sui settimanali locali – si legge nella nota – ed agli attacchi strumentali portati dai cittadini al Consorzio Irriguo, si intende chiarire quanto segue.
Il consorzio è stato contatto da Geo Studio Engineering srl ad inizio anno, che ha posto la seguente domanda: “Stiamo predisponendo un progetto che prevede lo scarico di acque provenienti dalla lavorazione di biomasse nel canale che scorre sul limitare est dello stabilimento ex-Edilias. Il canale, ha la capienza idraulica per ricevere lo scarico?”.
Il Consorzio ha quindi richiesto che venissero quantificate le acque in questione e, attraverso 3 mail (datate 06/02, 20/02 e 03/03), nelle quali non è mai stato spiegato di che impianto si stesse progettando, sono stati forniti i dati richiesti”.

Tutti i precedenti

“Come sanno tutti coloro i quali– numerosissimi ed accalcati all’ingresso delle sale – hanno partecipato alle Conferenze di Servizi tenutesi per i vari progetti che hanno interessato il nostro territorio negli ultimi anni (WastEnd, FERPLANT, LA TORRAZZA, ACQUEDOTTO DI VALLE DEL CANAVESE solo per citarne alcuni), ogni soggetto “titolare del rilascio di tutte le autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, concerti, nulla osta e assensi comunque denominati, necessari alla realizzazione e all’esercizio dell’opera” (art. 27bis D.Lgs. 152/2006) può farlo. Ma solamente nell’ambito delle Sue competenze.
Ed il Consorzio Irriguo (ogni consorzio irriguo) deve esprimere un parere in linea idraulica. Ovvero deve rispondere alla domanda: IL CANALE HA LA CAPIENZA NECESSARIA A RICEVERE L’ACQUA?”.

Una risposta tecnica

Ed in tal senso è stata data risposta allo studio di progettazione, in via del tutto preventiva, avendo cura di specificare che il parere NON COSTITUISCE, in alcun modo, titolo autorizzativo e che l’eventuale parere definitivo sarebbe stato espresso solo a seguito della presentazione della documentazione progettuale.
Documentazione pervenuta in data 03 giugno 2020, quando la Città Metropolitana ha inviato la comunicazione di avvenuta presentazione del procedimento.
Oggi, tale procedimento non è ancora nemmeno stato avviato in quanto è in corso lo screening di completezza documentale, al termine del quale potrà essere eventualmente dato avvio al procedimento. Solo dopo, con una Conferenza di Servizi, l’Organo Tecnico di Valutazione procederà a valutare l’ammissibilità del progetto. È bene sottolineare che il Consorzio Irriguo, di diritto, parteciperà alla Conferenza di Servizi ma che non è membro dell’Organo Tecnico di Valutazione in quanto esso è espressione dell’Autorità competente, nel caso in specie la Città Metropolitana.
L’eventuale Nulla Osta Idraulico di competenza, sarà – se del caso – espresso solo al termine della Conferenza di Servizi, con le dovute e necessarie prescrizioni, fatto salvo che non venga individuata una soluzione alternativa allo scarico delle acque”.

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