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Chivasso, la viabilità dell'ospedale è da rifare

Non ci sono possibilità di espansione, e l'ingresso su via Regis non è "comodo" per gli utenti.

Chivasso, la viabilità dell'ospedale è da rifare
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Chivasso, la viabilità dell'ospedale è da rifare.

Chivasso, la viabilità dell'ospedale è da rifare

Quando si progetta una struttura pubblica, uno dei principali obiettivi è di renderla «accessibile».
Nessuna barriera architettonica, parcheggi a disposizione degli utenti nelle immediata vicinanze, ampi spazi in cui «allargarsi» in caso di maggiori esigenze di spazio.
L’ospedale di Chivasso, rinnovato con il «terzo lotto» ormai attivo da due anni, sembra non rispettare nessuno di questi parametri.

Confronto implacabile

Il confronto con altre strutture «di moderna concezione» operative in Piemonte è assolutamente implacabile.
Il San Luigi Gonzaga di Orbassano, il Cardinal Massaia di Asti e anche il Civico di Settimo Torinese sono strutture recenti e realizzate in contesti periferici che rendono assolutamente possibili eventuali espansioni.
A Chivasso, invece, si è scelto di continuare a mettere mano alla struttura storica che sorge praticamente in centro città.

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Nessun possibile sbocco

E se, un secolo fa, intorno aveva quasi solo campagna, basta osservare le mappe per rendersi conto di come l’ospedale si chiuso tra palazzi (alcuni realizzati anche in tempi molto recenti, quando qualcuno avrebbe già potuto sollevare obiezioni legate allo sviluppo del polo sanitario) e la linea ferroviaria Torino Milano.

Ingresso inutilizzabile

Fino a qualche settimana fa, la possibilità di utilizzare l’ingresso «storico» su corso Galileo Ferraris aveva limitato i disagi e impedito di scorgere la reale difficoltà di raggiungere / utilizzare il nuovo accesso su via Regis, e la chiusura del parcheggio (causa tende militari) ha ulteriormente peggiorato le cose.

Serve un cambio di rotta

A questo punto, Covid o non Covid, non potendo più «spostare la struttura altrove» (ricordiamo tutti il progetto di realizzarne una ex novo in area pre - Chind) serve un immediato cambio di rotta, con una revisione totale delle modalità di accesso all’ospedale (senza rampe) che vada incontro alle esigenze dei cittadini.
Il problema è trovare uno spazio in cui muoversi, dato che intorno all’ospedale non esistono spazi liberi a meno che non si vogliano acquistare (per abbatterle) strutture adiacenti.

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