La polemica

Chivasso non è sicura: torna la “zona rossa” e le telecamere non funzionano

Stando ai dati forniti da Prestia otto telecamere su dieci non funzionano, ma il sindaco minimizza: "La maggior parte è operativa"

Chivasso non è sicura: torna la “zona rossa” e le telecamere non funzionano

Quello che poteva essere un normale e noioso Consiglio Comunale, nella serata di mercoledì 31 marzo, si è trasformato in un brutto «Pesce d’aprile» in anticipo per il sindaco Claudio Castello, messo dai suoi stessi uffici nell’impossibilità di replicare a Bruno Prestia, della civica «Per Chivasso», sul tema della sicurezza in città.

Chivasso non è sicura: torna la “zona rossa”

La seduta si era aperta con una comunicazione del primo cittadino sempre in tema di sicurezza, ovvero la proroga della «Zona Rossa» in stazione da parte del Prefetto di Torino Donato Cafagna.
«La precedente proroga era scaduta lo scorso 20 marzo – ha spiegato Castello – ma le valutazioni condivise con le Forze dell’Ordine hanno reso opportuno un ulteriore periodo di applicazione delle misure straordinarie. Durante il Comitato, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, alla presenza della dottoressa Gabriella Viglione Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea, hanno illustrato l’attività svolta negli ultimi mesi e gli effetti positivi registrati in termini di prevenzione, controllo e contrasto dei fenomeni critici presenti nell’area.
Alla luce di questi elementi, il Prefetto ha accolto la richiesta del Comune, concedendo una proroga di ulteriori tre mesi della zona a vigilanza rafforzata a partire da giovedì 2 aprile.
Il nuovo provvedimento prefettizio prevede inoltre l’applicazione dell’ordine di allontanamento rivolto ai soggetti denunciati negli ultimi cinque anni per reati contro la persona, il patrimonio, stupefacenti o armi, qualora pongano in essere comportamenti violenti, minacciosi o molesti nelle aree interessate.
Le zone coinvolte comprendono via Roma (da piazza Garibaldi a via Cairoli/via San Carlo), piazza Garibaldi, via Caluso (angolo via Boris Bradac), piazzale Ceresa, via Ceresa, piazzale Movicentro – stazione bus, piazza 12 maggio 1944, via Italia (da piazza Garibaldi a via Cairoli). Particolare attenzione sarà riservata alle ore serali e notturne (e alle aree entro 50 metri da esercizi pubblici e distributori automatici già destinatari di provvedimenti per ordine pubblico o somministrazione irregolare».
Il problema è che la proroga della «zona a vigilanza rafforzata» non fa che confermare come l’area non sia sicura, pensiero condiviso da parte di alcuni (numerosi) esponenti della maggioranza che infatti avrebbero preferito toni meno enfatici.
In soldoni, se non ci fossero problemi in Stazione, non sarebbe stato necessario prorogare alcuna «zona rossa».

Il giallo delle telecamere

Ma la vera doccia fredda per il sindaco (che a fine Consiglio si è sfogato alzando la voce, in piazza Dalla Chiesa, con la sua Giunta) è arrivata con l’interrogazione presentata da Prestia sull’escalation di furti in città.
Nella sua risposta, Castello ha dichiarato che «L’amministrazione dedica notevole attenzione alla sicurezza» e che, durante il suo primo mandato, è stato attivato l’impianto di videosorveglianza cittadina, ampliato un paio di anni fa anche agli ingressi e alle uscite delle frazioni
A scatenare l’inferno, queste poche parole pronunciate dal primo cittadino: «Dal costante confronto con la prefettura di Torino è emersa la possibilità di integrare ancora l’attuale impianto con cinque o sei telecamere che completeranno la sorveglianza nella zona della stazione ferroviaria».
Cogliendo la palla al balzo, Prestia ha infatti sbattuto sul tavolo la fredda realtà dei numeri: «Abbiamo varchi in entrata OCR, ed in uscita, due funzionanti non funzionanti otto; telecamere Chivasso capoluogo, 18 funzionanti, 24 non funzionanti; telecamere Chivasso e frazione, funzionanti 2, non funzionanti 35. Questi sono i dati che la struttura del Comune mi ha dato e che certificano come la videosorveglianza sia totalmente nulla e inefficace poiché circa l’80% delle telecamere non funziona.
Voglio sapere quanto siano costate, perché parlare di ampliamento con questi dati è una cosa aberrante, mentre funzionando molto bene quella della ZTL che in media incassavano circa 20 mila euro al giorno».
Castello non ha replicato (abbiamo chiesto una nota agli uffici ma non è arrivato nulla), ma come detto al termine della seduta si sarebbe «confrontato» duramente con gli assessori Pasquale Centin (anche suo vice) e Fabrizio Debernardi sia sulle telecamere che sui lavori pubblici (asfalto in primis) con criticità che non sarebbero state valutate tempestivamente.

La replica del sindaco

Sulla manutenzione dell’impianto di videosorveglianza cittadino è intervenuto il sindaco Castello per chiarire cosa sia successo. «Gli interventi in corso stanno – dice – consentendo di aggiornare lo stato dell’impianto TVCC, migliorare l’affidabilità dei dispositivi e programmare le prossime azioni in modo coordinato.
Dalle verifiche tecniche emerge un quadro chiaro: la maggior parte delle telecamere è pienamente operativa, mentre alcune risultano temporaneamente non raggiungibili a causa di guasti puntuali, come antenne sganciate o armadi da ripristinare».

Spiega che le squadre tecniche stanno già intervenendo per risolvere le criticità, con il supporto dell’IT comunale e della Polizia Locale, che garantirà anche l’assistenza necessaria nelle operazioni su carreggiata.
«Parallelamente – sottolinea – è in corso l’aggiornamento della documentazione tecnica, con la richiesta della planimetria digitale completa dei punti di installazione, utile per pianificare in modo ancora più preciso i prossimi interventi. Sono inoltre in arrivo materiali di scorta – come UPS e PoE injector – per assicurare continuità operativa all’intero sistema».

In questo contesto, Claudio Castello sottolinea l’importanza di un impegno costante sulla sicurezza urbana: «La manutenzione dell’impianto di videosorveglianza è una priorità assoluta. In queste settimane, con la proroga della zona rossa e l’intenso lavoro delle forze dell’ordine sul territorio, garantire un sistema efficiente significa tutelare la comunità e rafforzare la prevenzione. Chivasso continua a investire sulla sicurezza, con serietà e visione».
Assicura che il lavoro proseguirà nei prossimi giorni con ulteriori verifiche e interventi mirati, in un percorso che punta a rendere l’intera rete di videosorveglianza sempre più affidabile, moderna e al servizio della città.