Cronaca
a chivasso

Claudia Buo... prove da sindaco: «Alla città servono idee e progetti»

Accuse all’Amministrazione: «Ha scelto di non fare quasi nulla, per non disturbare nessuno».

Claudia Buo... prove da sindaco: «Alla città servono idee e progetti»
Cronaca Chivasso, 25 Settembre 2021 ore 05:33

Prove da sindaco per Claudia Buo, di LiberaMente. LiberaMente si ripresenta alle elezioni? Questa è una delle domande che abbiamo posto a Buo.

Buo, prove da sindaco

«Nelle prossime settimane valuteremo insieme che strada percorrere, ma penso proprio che Liberamente si presenterà: ha il dovere di farlo nella misura in cui ha dimostrato di essere l’unica forza progressista che ha creduto, senza esitazioni e senza ipocrisie, nei valori della legalità e della trasparenza. - Afferma Buo - L’ha dimostrato nei giorni seguiti alla diffusione delle intercettazioni che riguardavano l’inquietante scambio di telefonate fra il sindaco ed uno dei soggetti arrestati per ‘ndrangheta. Il PD chivassese e Chivasso Solidale, di fronte all’abisso scoperchiato da queste intercettazioni, hanno preferito voltarsi dall’altra parte senza porsi troppe domande, subordinando ideali che sembravano non negoziabili, alla difesa di rendite di posizione.
Tant’è che la richiesta di costituzione a parte civile del Comune, che sarebbe stata immediata e naturale in altri tempi, è stata oggetto di una durissima battaglia politica, che abbiamo vinto dai banchi dell’opposizione. Non è stata certo Liberamente ad allontanarsi dagli ideali progressisti, sono stati piuttosto il PD e Chivasso Solidale a farlo».

Dopo lo strappo col Pd con chi pensate di lavorare?

«Non abbiamo ancora pensato alla prossima tornata elettorale. Come forza civica, ci sentiremo liberi di parlare con quanti vorranno condividere un progetto amministrativo per questa città, e vorranno portare il proprio contributo di idee. Chivasso è oggi congelata in un inaccettabile immobilismo, frutto di una totale mancanza di idee e volontà politica: è necessaria una guida che abbia il coraggio di sostenere le proprie scelte».

Da ormai qualche mese siete all'opposizione su quale tematiche vi state impegnando?

«Innanzitutto voglio precisare che le nostre azioni sono il frutto di un lavoro condiviso con Unione Civica, rappresentata in consiglio da Adriano Pasteris, e M5s di Marco Marocco e Fabio Cipolla.
Ad oggi abbiamo portato in Consiglio Comunale il problema dell’abbattimento della scuola Marsan, nella cui costruzione è stato utilizzato amianto quando ancora se ne ignorava la pericolosità. Abbattimento peraltro già promesso dal sindaco nell’ottobre 2017 e mai neppure iniziato, nonostante i soldi per farlo ci siano. A pensar male, l’investimento potrebbe essere ritenuto poco pagante in termini di ricadute elettorali.
E’ nostro il progetto di “Casa della Salute”, una struttura innovativa che erogherà servizi socio-sanitari a tutti i cittadini, garantendo la continuità ospedale-territorio. Presentato in Consiglio Comunale è stato oggetto di derisione da parte del sindaco che lo ha bollato addirittura come “cattedrale nel deserto”. Salvo poi affrettarsi, sulle pagine di questo giornale, a venderlo ai lettori come farina del proprio sacco, magnificandone gli innumerevoli aspetti positivi dell’idea. Ci auguriamo che il sindaco non faccia perdere a Chivasso anche questa occasione. Abbiamo poi elaborato una serie di linee guida per la realizzazione di un teatro presso l’ex Agenzia delle Entrate, che il sindaco ha annunciato sui giornali in pompa magna ma cui non ha dato alcun seguito. Ed abbiamo sollecitato la stipula di una convenzione con strutture private del territorio per poter sopperire all’estrema limitazione di posti imposta dal distanziamento, particolarmente penalizzante nella stagione fredda. Ad oggi nulla si muove. Infine ad agosto, di fronte alle immagini dall’Afghanistan, vedendo che moltissimi altri comuni si stavano attivando, abbiamo presentato un’interrogazione perché sindaco ed assessore battessero un colpo. Ed ecco il miracolo: la giunta finalmente adotta un’insipida delibera, che non stanzia in verità neppure un euro per accogliere questa povera gente in fuga dai talebani. Perché i soldi la giunta li preferisce spendere per altro, ad esempio per comprare 17.000€ di armi. Il tutto seguito dalla solita grancassa su social e giornali, di assessore e sindaco che si fanno i complimenti da soli. Da tempo siamo molto preoccupati dal tema del deposito di scorie radioattive, che pare poco interessare questa amministrazione. Stiamo lavorando per muoverci anche su questo fronte».

Buo candidata sindaco, un'idea percorribile?

«Sono sempre più numerosi i cittadini che mi chiedono di candidarmi alla guida della città riconoscendo coerenza, competenza e capacità di aggregazione che Liberamente sta dimostrando fuori e dentro il Consiglio Comunale. Nelle prossime settimane valuteremo insieme. Certo che, al di là del nome, mi piacerebbe finalmente una donna alla guida di Chivasso. A livello di amministrazioni locali vedo che le donne sono in numero sempre crescente, ed assolvono la loro funzione generalmente meglio dei colleghi uomini, mentre a livello nazionale le cose non vanno così bene. Soprattutto nei partiti dell’area progressista».

Cambursano lancia l'appello a uomini di buona volontà chi sono?

«Sono i cittadini che hanno voglia di tirarsi su le maniche e lavorare per il futuro della città. Donne e uomini, fuori e dentro i partiti, che intendono la politica come impegno civile, che non hanno favori da rendere, che non hanno rendite di posizione da difendere, che non tessono vergognosi rapporti di scambio con personaggi discutibili».

Un giudizio sull'Amministrazione Castello

«In questi quattro anni abbiamo vissuto in un mondo che è cambiato e continua a correre in modo impressionante. Mi chiedo, e chiedo ai lettori: a fronte di queste rivoluzioni, cosa è cambiato a Chivasso? Basta guardarsi intorno per capire che non è cambiato nulla! La città è immobile, ostaggio di una classe politica del tutto priva di idee e sorda al confronto e al dibattito pubblico. Perché il progetto del PRGC è rimasto al palo per quattro anni ed è stato rispolverato in tutta fretta in imminenza delle elezioni? Eppure varare un nuovo PRGC dovrebbe essere l'atto più importante di un'amministrazione, perché è lo strumento che disegna il volto che la città avrà nei prossimi anni, rispetto alle attività produttive, al commercio fatto di negozi di vicinato e centri commerciali, attività terziaria, viabilità, verde pubblico, istruzione, collegamenti centro-frazioni.
Ed in mancanza di questo si cerca visibilità con progetti ascrivibili ad amministrazioni passate, tant’è che l’unica opera pubblica degna di nota è stata la piazza ex campo Enel, un progetto pensato e realizzato per due terzi dall’amministrazione Ciuffreda (ironia della sorte, al tempo l’unico ad essere fermamente contrario a questo progetto era proprio Castello!).
Pensiamo poi alla biblioteca MoviMente, che da subito si è dimostrata un formidabile centro di aggregazione: avrebbe avuto bisogno di un robusto ampliamento, che era già stato progettato e deliberato. Ma il primo atto dell’amministrazione Castello è stato proprio quello di cancellare il progetto, per poi rimetterlo in pista in questi giorni. Il fatto è che il sindaco, per autoassolversi, ama ripetere all’infinito che le amministrazioni precedenti hanno fatto molto perché avevano a disposizione molti fondi, mentre lui no. La verità è invece che le amministrazioni precedenti avevano prima di tutto idee e progetti: senza queste non si va da nessuna parte, con o senza soldi. Oggi sta maturando una nuova coscienza ambientale, lavorare da casa ormai è una prassi diffusissima, si riscopre la bellezza dei nostri centri cittadini e la bicicletta è sempre più riconosciuta quale mezzo di svago e di trasporto. E le città assecondano questa tendenza con l’estensione delle zone pedonali e la realizzazione di piste ciclabili. Ma niente di tutto questo è avvenuto a Chivasso, nonostante gli impegni sottoscritti nel programma elettorale e le promesse fatte ai cittadini. Nel merito di governo della città, come dimenticare lo smarrimento di fronte alla vicenda della Torteria? Mentre i cittadini invocavano un intervento, una parola dal sindaco, questi era invece impegnato nel disperato tentativo di rimpallare la propria responsabilità al Prefetto. E davanti alle telecamere della TV nazionale, a difendere il nome della città dai deliri dei gruppi no-vax provenienti da mezza Italia c’era forse il sindaco? Macché, c’erano tre ragazzi chivassesi ed Enzo Aglioso, uno storico commerciante della città. Infine anche gettando uno sguardo alle politiche sociali, non c’è molto di cui gioire. Anch’esse sono ferme al palo, senza idee. Si continuano a perpetuare gli stessi progetti che risalgono ad amministrazioni passate, mente la società cambia, nuove povertà e nuove emarginazioni. I progetti possono essere certo validi, ed in gran parte lo sono, ma dovrebbero correre di pari passo con la società, non essere sempre un passo indietro. In sostanza mi pare che l’amministrazione Castello abbia scelto di non fare quasi nulla, per non disturbare nessuno».