Anche quest’anno le Colline Magre vincono il premio per il miglior corteo storico di Cocconato.
Colline Magre vincono il premio per il miglior corteo storico
La sfilata dei Casati che precede la corsa degli asini è frutto di un’ampia ricerca. Oltre 300 figuranti in costume d’epoca hanno descritto fatti o personaggi legati al Medioevo cocconatese.
La narrazione della sfilata è stata affidata ad una vera e propria colonna portante della manifestazione: Mario Averone che con il suo racconto appassionato ha saputo catturare l’attenzione del pubblico, facendo rivivere ai presenti la magia del passato. In testa al corteo dei borghi il gonfalone del Comune, seguito dal tradizionale carroccio trainato da una coppia buoi. Il ritmo della sfilata è stato dettato dalle coreografie degli sbandieratori di Ferrere che hanno preceduto l’arrivo dei Conti Radicati, del Capitano e del Vice Capitano del Palio.
I Borghi
Il BORGO TUFFO, vincitore del Palio dello scorso anno, ha voluto celebrare quel successo ricordando le sei vittorie conseguite dal 1991 al 2025, sfilando insieme al rinomato gruppo sbandieratori del Borgo di San Marzanotto di Asti.
Il BORGO AIRALI ha portato in scena un frammento di storia del 1358 incentrato sulla figura di Bonifacio Roero, figlio di un ricco mercante di Asti, prigioniero dei Turchi durante le crociate. Roero fece voto alla Madonna di portare la sua immagine sulla vetta del Rocciamelone: per compiere l’impresa dovette chiedere ai Signori delle terre di Cocconato il permesso per attraversarle con il suo seguito.
Il BORGO BRINA ha raccontato il passaggio della carovana dei gitani lungo le strade del borgo.
Il PRINCIPATO DI MORANSENGO ha rappresentato la guarigione, tra fede e superstizione, dal fuoco di Sant’Antonio provocato da un fungo sviluppatosi nei cereali, in particolare nella segale, principale alimento del popolo.
Le COLLINE MAGRE hanno celebrato l’armonia tra il cielo e la terra secondo i manoscritti miniati, dal racconto di Beata Margherita di Savoia, nobile e monaca amanuense vissuta tra il 1390 e il 1464.
Il BORGO TORRE ha messo in scena un infermo affetto da “Ignis Sacer”, il fuoco di Sant’Antonio che provocava bruciore, piaghe, convulsioni, allucinazioni e interpretato, secondo le credenze comuni, come l’ingresso all’inferno.
Il BORGO SAN CARLO ha reso omaggio ai rituali della terra: dall’antica sapienza della vendemmia fino alla trasformazione dell’uva in vino, esprimendo tutta la gioia per la celebrazione della vita che si rinnova.
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Una giuria di esperti ha decretato la vittoria delle Colline Magre non solo per la miglior sfilata, ma anche per il miglior personaggio. Per la prima volta il pubblico ha potuto esprimere la propria preferenza online per la sfilata premiando il Borgo Brina. Il Principato di Moransengo si è aggiudicato la vittoria per il migliore allestimento nella Fiera Medievale della settimana precedente e per il miglior piatto.