Cronaca
torrazza piemonte

«Compagni di merenda: coloro che mi attaccano sui social con profili falsi»

Il sindaco risponde all'interrogazione della minoranza.

«Compagni di merenda: coloro che mi attaccano sui social con profili falsi»
Cronaca Chivasso, 19 Dicembre 2021 ore 08:55

Compagni di merenda, è su questa espressione che i due schieramenti di opposizione guidati da Rocco Muscedra e Marinella Bracco avevano presentato un’interrogazione al primo cittadino Massimo Rozzino.

Un termine che il sindaco aveva utilizzato nel corso di un’intervista che non era piaciuto affatto alle minoranze che aveva dunque chiesto al sindaco a chi si riferiva. Inoltre, chiedevano se il primo cittadino avesse intenzione di chiedere scusa.

E naturalmente la risposta di Rozzino non è mancata Infatti, nella lettera che ha inviato ai tre consiglieri di minoranza ha precisato: «Si fa presente che da circa due anni, la maggioranza e in particolare la figura del sindaco, sono stati oggetto di una campagna denigratoria e diffamatoria. A questa campagna denigratoria facevano da contorno alcune persone che scrivevano, con profili falsi, sui social media. La frase “Compagni di merenda” è riferita a tali persone aventi l’unico scopo di continuare questa campagna. L’Accademia della Crusca dichiara che l’espressione “compagni di merenda” è entrata nell’uso comune per indicare persone legate da complicità che tramano segretamente qualcosa alle spalle di qualcuno. Pertanto i soggetti non sono individuabili». Una risposta che ha immediatamente suscitato una reazione nelle opposizioni: «La risposta del sindaco alla minoranza pare più evasiva che esaustiva. Non chiarisce il motivo di tale affermazione, ne il nesso con l’argomento smarino. Tira in ballo una campagna denigratoria condotta sui social: se sono falsi profili basta chiedere alla polizia postale di rimuoverli e, se conosciuti, di intervenire tanto più se li si ritiene persone disoneste e complici che tramano ai danni di qualcuno. Tutto ciò nel rispetto della libertà di opinione di ognuno. Cita l’Accademia della Crusca: il sindaco non riconosce di aver impropriamente usato la frase e non chiede scusa. Ma è questo il comportamento che ci aspettiamo da un rappresentante dello stato? L’esempio giusto per i nostri figli?».

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