Cronaca
CHIVASSO

Comprano hashish e coca utilizzando la tessera del Reddito di Cittadinanza

Gli strani traffici tra via Togliatti e via Ajma. Utilizzato il «pos» di un negozio di alimentari.

Comprano hashish e coca utilizzando la tessera del Reddito di Cittadinanza
Cronaca Chivasso, 17 Settembre 2022 ore 06:18

Se a Novara, lo scorso mese di aprile, era stato beccato dalla Polizia uno spacciatore sessantenne che si era fatto consegnare dai propri clienti le carte PostePay su cui ricevevano il reddito di cittadinanza (per poi utilizzarle a proprio piacimento), a Chivasso i «pusher» sono andati oltre.

Comprano hashish e coca utilizzando la tessera del RdC

Stando alle informazioni raccolte in queste settimane, infatti, tra via Togliatti e via Ajma, nel Borgo Sud Est, sarebbe operativa una banda in grado di ricevere pagamenti «diretti», utilizzando il «pos» di una attività commerciale della zona.
Un escamotage che permette agli spacciatori di cedere principalmente hashish e cocaina anche a chi ha ristrettezze economiche (tanto da ricevere il RDC), e dall’altra consente ai clienti di avere la tessera in tasca per comprare alimentari e coprire le altre spese autorizzate dalla normativa.

Il caso

«Il via vai di notte è continuo - spiega un residente - sia nel parco tra via Togliatti e via Coppina sia nella zona di via Ajma. Fa sorridere, seppur nella gravità della situazione, vedere questi passaggi di bustine illuminati dal monitor del Pos. I clienti sono quasi tutti residenti nel quartiere, arrivano a piedi e poi qui ci conosciamo e riconosciamo dalla camminata o dalla maglietta, anche se ogni tanto si ferma qualche auto da cui scendono persone di ogni età».

Un’attività sembra decisamente fiorente, che stando alle notizie di cronaca ha «precedenti» in ogni angolo della penisola: da Novara, come detto, a Catania, da Monreale a Caserta.

Resta da capire il grado di coinvolgimento dell’esercente a cui risulta intestato il «Pos», anche se non è certo uno strumento che si presta al primo che passa.

Il dubbio è che, più che l’azione estemporanea di un piccolo spacciatore con buona inventiva, vi sia la regia di un’organizzazione ben più ampia, magari la stessa che negli ultimi tempi ha messo a segno una serie di truffe utilizzando proprio la tecnologia come arma.

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