CHIVASSO

Condannato per i furti in ospedale

Si chiude così la sentenza della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, presidente Grazia Rosa Anna Miccoli, relatore Elena Carusillo, in merito al ricorso presentato da Christian Virdò

Condannato per i furti in ospedale
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«Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali». Si chiude così la sentenza della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, presidente Grazia Rosa Anna Miccoli, relatore Elena Carusillo, in merito al ricorso presentato da Christian Virdò.

Condannato per i furti in ospedale

«Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali». Si chiude così la sentenza della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, presidente Grazia Rosa Anna Miccoli, relatore Elena Carusillo, in merito al ricorso presentato da Christian Virdò, 52 anni, di Chivasso, contro «La sentenza della Corte d'appello di Torino che, in parziale riforma della pronuncia emessa dal Tribunale di Ivrea all'esito del giudizio celebrato con il rito abbreviato, ha confermato la penale responsabilità dell'imputato in ordine a due episodi di furto aggravato aventi ad oggetto, l'uno, la sottrazione di beni di proprietà del nosocomio presso il quale lo stesso era ricoverato e, l'altro, la sottrazione del telefono cellulare di proprietà di altro soggetto, anch'egli ricoverato presso la struttura ospedaliera, e ha ridotto la pena inflitta all'imputato».

Nella loro sentenza, tra le altre cose i Giudici della Suprema Corte scrivono che «Nel caso di specie, la Corte territoriale, con motivazione logica e coerente, ha ritenuto il furto del telefono cellulare aggravato dalla circostanza che la cosa fosse stata sottratta all'interno del nosocomio nel quale sia l'imputato che la vittima erano ricoverati.

Del resto il telefono cellulare, poggiato sul mobiletto di pertinenza della postazione assegnata alla vittima e rinvenuto nella disponibilità dell'imputato, non poteva considerarsi solo occasionalmente presente all'interno del nosocomio, trattandosi, piuttosto, di cosa costituente il normale corredo che un degente porta con sé al momento del ricovero in ospedale».

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