LA SPERANZA

Coronavirus, il Piemonte sperimenta il farmaco giapponese Avigan IL VIDEO

Ma il virologo Burioni: “Scemenze”.

Chivasso, 23 Marzo 2020 ore 13:10

Contro il Coronavirus il Piemonte sperimenta il farmaco giapponese Avigan, nei giorni scorsi un video postato sui social di un italiano in Giappone che parlava del farmaco aveva creato scalpore. Il famoso virologo Burioni però etichetta tutto con “Scemenze”. Scettico anche il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli che invita alla cautela.

Il Piemonte sperimenta il farmaco giapponese Avigan

Anche la Regione Piemonte, dopo il Veneto annuncia l’intenzione di avviare la sperimentazione del farmaco giapponese che si sarebbe rivelato particolarmente efficace nella cura del Coronavirus: “La Direzione Sanità della Regione Piemonte ha invitato le Aziende sanitarie a manifestare la propria disponibilità alla sperimentazione del farmaco Avigan, secondo le indicazioni che verranno emanate dall’Agenzia italiana per il farmaco, in modo da favorire il coordinamento delle attività e il dialogo con le autorità nazionali” scrive in un comunicato.

Scettico il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli

Il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli in un’ intervista alla trasmissione di Radio Capital “Circo Massimo” invita alla cautela sul farmaco giapponese: “Tutti noi siamo attenti a segnali relativi a farmaci che possono essere efficaci, ma non vi è nessun dato che dimostri inconfutabilmente l’efficacia dell’Avigan”.
L’Agenzia Italiana del farmaco precisa in una nota che non ci sono evidenze sull’effettiva efficacia del  farmaco:

In merito alle recenti informazioni circolate in rete e a mezzo stampa relative all’utilizzo della specialità medicinale a base di favipiravir nel trattamento di COVID-19, l’Agenzia italiana del Farmaco precisa quanto segue.
Favipiravir (nome commerciale Avigan) è un antivirale autorizzato in Giappone dal Marzo 2014 per il trattamento di forme di influenza causate da virus influenzali nuovi o riemergenti e il suo utilizzo è limitato ai casi in cui gli altri antivirali sono inefficaci. Il medicinale non è autorizzato né in Europa, né negli USA.
Ad oggi, non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della malattia da COVID-19. Sono unicamente noti dati preliminari, disponibili attualmente solo come versione pre-proof (cioè non ancora sottoposti a revisione di esperti), di un piccolo studio non randomizzato, condotto in pazienti con COVID 19 non grave con non più di 7 giorni di insorgenza, in cui il medicinale favipiravir è stato confrontato all’antivirale lopinavir/ritonavir (anch’esso non autorizzato per il trattamento della malattia COVID-19), in aggiunta, in entrambi i casi, a interferone alfa-1b per via aersol. Sebbene i dati disponibili sembrino suggerire una potenziale attività di favipiravir, in particolare per quanto riguarda la velocità di scomparsa del virus dal sangue e su alcuni aspetti radiologici, mancano dati sulla reale efficacia nell’uso clinico e sulla evoluzione della malattia. Gli stessi autori riportano come limitazioni dello studio che la relazione tra titolo virale e prognosi clinica non è stata ben chiarita e che, non trattandosi di uno studio clinico controllato, ci potrebbero essere inevitabili distorsioni di selezione nel reclutamento dei pazienti.
La Commissione Tecnico-Scientifica di AIFA, riunita in seduta permanente, rivaluta quotidianamente tutte le evidenze che si rendono disponibili al fine di poter intraprendere ogni azione (inclusa l’autorizzazione rapida alla conduzione di studi clinici) per poter assicurare tempestivamente le migliori opzioni terapeutiche per il COVID-19 sulla base di solidi dati scientifici. In particolare, nella seduta di domani, lunedì 23 marzo, la Commissione si esprimerà in modo più approfondito rispetto alle evidenze disponibili per il medicinale favipiravir.
Si ribadisce che AIFA è costantemente impegnata a tutelare la salute pubblica, a maggior ragione in un momento di emergenza come quello attuale, dando informazioni puntuali e aggiornate sulle evidenze scientifiche e, nell’esortare a non dare credito a notizie false e a pericolose illazioni, si riserva il diritto di adire a vie legali ove opportuno.

Il virologo Burioni: “Scemenze”

Con un tweet il famosissimo virologo Roberto Burioni ha etichettato nei giorni scorsi il farmaco come “Scemenze” e su Facebook il luminare ha scritto ha cercato di contenere l’entusiasmo che si sta diffondendo riguardo alla presunta efficacia dell’Avigan ribadendo lo stesso concetto: “Il farmaco russo, il preparato giapponese, la vitamina C, la pericolosità dell’ibuprofen, i proclami sugli ACE inibitori che i somari scrivono ECA hanno una cosa in comune: sono tutte scemenze. Le novità vi arriveranno dalle autorità sanitarie, non dai social o da YouTube.

Il video diventato virale sull’Avigan

Nei giorni scorsi il video di un italiano in Giappone che racconta  di come si stia vivendo in questi giorni nel Paese e degli effetti dell’Avigan utilizzato lì era diventato virale. Anche in Cina il farmaco è stato usato e nei giorni scorsi le autorità cinesi hanno dichiarato che il farmaco si è dimostrato efficace nel trattamento di pazienti contagiati dal Coronavirus.

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