L'EMERGENZA

Credeva fosse l’ernia… invece era il Covid19

L'intervista al primo cittadino di Rondissone, Antonio Magnone.

Credeva fosse l’ernia… invece era il Covid19
Chivasso, 31 Ottobre 2020 ore 05:34

Credeva fosse l’ernia… invece era il Covid19: il racconto del sindaco di Rondissone Antonio Magnone risultato positivo al tampone.

Credeva fosse l’ernia… invece era il Covid19

E’ venerdì mattina quando il sindaco di Rondissone Antonio Magnone pubblica il bollettino contagi del Comune. Ma questa volta è un resoconto diverso dal solito che lo tocca in prima persona. Il sindaco, sempre in prima linea nel corso di questa emergenza, spiega ai suoi cittadini di essere risultato positivo al Covid19 e come lui anche i suoi genitori, spiegando che sua mamma è ricoverata in ospedale mentre il papà è in isolamento nella propria abitazione. Nel documento che in pochi minuti fa il giro del paese anche nelle chat WhatsApp, Magnone scrive: «Io sono a casa, il contagio si manifesta, e adesso posso dire da giorni, con mal di testa e oscillazione della febbre, poche lineette».
Un sindaco che non si è fermato, anzi. Nello stesso scritto spiega di aver già comunicato con alcuni dei positivi di Rondissone, come ha sempre fatto, e che stava cercando di farlo anche con gli altri che ancora non aveva potuto sentire.

Le parole del sindaco

Così, nei giorni successivi alla scoperta della sua positività al Covid19, abbiamo chiesto a Magnone cosa l’abbia spinto a sottoporsi al test e come sta affrontando questo periodo certamente non semplice visto che domenica è arrivata la notizia anche della positività di sua figlia e dunque della messa in quarantena di tutta la classe.
«Conosciuta la positività di mia madre, come per prassi essendo un contatto diretto anche io mi sono sottoposto a tampone e sono risultato positivo. – racconta – Avevo avuto i primi dolori muscolari con qualche linea di febbre mercoledì 14 ottobre ma pensavo fosse dovuto alla mia ernia al disco perché avevo dolori in merito. Poi domenica sera è nuovamente comparso lo stato febbrile, di piccola entità. In ogni caso io dal 14 ottobre mi sono completamente isolato e non sono più uscito di casa, anche nella mia abitazione ho cercato di isolarmi, fino a quando lunedì 19 ottobre mi sono completamente separato senza avere più contatti con i miei familiari. L’isolamento è obbligatorio al fine di evitare qualunque contatto con persone. Io ho contattato direttamente e indirettamente le ultime persone viste il 14 ottobre. E’ importante dare queste informazioni ai nostri contatti. Solo anticipando possiamo limitare la diffusione del virus.
Attualmente da casa partecipo sempre alla vita amministrativa attivamente: ormai telefoni e rete ci consentono di lavorare come in presenza. Quindi ad oggi sono attivo.
Purtroppo durante la giornata ho febbre che sale e scende, ma fino ad ora ciò mi consente di lavorare. Vedrò in seguito come si sviluppa il tutto, sono in contatto continuo con il medico. Nonostante i cittadini conoscono molto bene ormai il sistema, forse quello che non conoscono tutti è come si manifesta questa malattia. E’ molto varia. Vi è qualcuno che non ha praticamente nulla, perde solo l’olfatto, ha un solo piccolo raffreddore altri come me sviluppano la febbre. Ognuno di noi al primo sintomo strano, qualunque esso sia (stanchezza, mal di testa, nausea, qualche linea di febbre, mal di gola, tosse) è importante che contatti il proprio medico e se può cominci ad isolarsi. E’ importante anche ricercare e conoscere se ha avuto contatti dubbi nei giorni passati».

L’appello

«L’appello è sempre lo stesso: la mascherina con il distanziamento sociale è l’unica cosa che consente di limitare il diffondersi del virus, è l’unico mezzo efficace.
Quindi chiedo a tutti i cittadini di curare se stessi e rispettare gli altri. Soprattutto fare attenzione agli anziani, ai propri genitori.
Vi garantisco che parlare con loro con la mascherina non è un “insulto” alla persona, ma bensì un modo per potergli evitare complicazioni! Auguro a tutti i positivi di Rondissone una pronta guarigione, e sono certo che nel rispetto delle pochissime regole tutto passerà!» conclude il sindaco Magnone.

Gli auguri del parroco

«Vogliamo che torni in salute e al suo ministero di sindaco che le è stato conferito dai suoi cittadini» spiega don Gino Casardi, parroco di Rondissone.
«A nome della mia comunità auguro una pronta guarigione al sindaco – continua il sacerdote – Gli auguro di portare molto presto in Comune e al suo lavoro. E così faccio gli auguri anche ai suoi cari positivi e a tutti i casi di Rondissone».

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