Crescentino, racket delle elemosine, espulsi due profughi

Avevano aggredito un venditore ambulante perché volevano il suo posto davanti al Conad

Crescentino, racket delle elemosine, espulsi due profughi
Cronaca 22 Gennaio 2017 ore 14:50

Avevano aggredito un venditore ambulante perché volevano il suo posto davanti al Conad

Esattamente due settimane fa, il 4 gennaio 2017, abbiamo dato la notizia dell'aggressione subita da Aziz El Kamali, venditore ambulante che da almeno sei anni posiziona il suo banchetto all'ingresso del supermercato Conad di via Giotto, a Crescentino, ad opera di due ragazzi di colore, due «richiedenti asilo» che con modi bruschi gli avevano chiesto di levarsi di torno. Una scena vista da alcuni testimoni, e raccontata anche sui social network, una storia non troppo dissimile da quella avvenuta qualche mese fa, quando in centro un giovane appena uscito da una pizzeria al taglio era stato aggredito da due uomini di colore. Solo che non c'erano testimoni e il tutto era stato bollato come un episodio di razzismo. Ora però, dopo giorni in cui tutti i crescentinesi si sono interrogati sulla “polveriera” in cui si è trasformata la città, è il sindaco Fabrizio Greppi a comunicare la risoluzione del caso: “Stamattina è arrivata la comunicazione in Comune che i due richiedenti asilo ospitati alla Cascinassa rei di aver minacciato il venditore ambulante alla Conad dopo indagini dei Carabinieri di Crescentino, Maresciallo Antonino Pane, sono stati espulsi con provvedimento immediato del Prefetto di Vercelli”. Da questa frase, si possono capire due cose: il fatto denunciato da Aziz El Kamali è vero e i responsabili sono due richiedenti asilo, affidati a una comunità della zona. Cosa succederà ora? Lo spiega ancora Greppi: “l'ho volutamente omesso, il come sarebbero stati espulsi e mi aspettavo la domanda. Non so dirlo esattamente e lunedì mi informerò anche se propendo che gli diano semplicemente il foglio di via in mano e questi dovrebbero tornare in Africa. Cosa che non faranno e entreranno in clandestinità. Così vuole la legge italiana”.