La gestione del post-emergenza al «Villaggio Fiat» finisce sul tavolo della Magistratura. Il consigliere comunale Salvatore Sellaro ha depositato il 24 giugno scorso, un formale esposto alla Procura della Repubblica di Vercelli, chiedendo di fare luce sui ritardi e sulle presunte omissioni nella messa in sicurezza degli immobili gestiti dall’Atc Piemonte Nord e di proprietà comunale, pesantemente danneggiati dal fortunale dello scorso 2 giugno.
Danni alle case popolari, esposto in Procura
La ricostruzione dei fatti parte dal drammatico evento meteorologico che all’inizio del mese ha colpito duramente il vercellese. Sellaro spiega: «Il territorio di Crescentino è stato investito da un violento temporale e ha provocato lo sradicamento e la rottura di alberi di imponenti dimensioni».
Il nucleo centrale della denuncia si concentra sulla situazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica e sulle verifiche tecniche condotte dall’ente gestore. Al centro dei rilievi di Sellaro vi è la relazione redatta dall’architetto Michela Poletti, dirigente dell’area tecnica immobiliare dell’ATC. Sellaro scrive testualmente: «Fra i danni, si legge dalla relazione del dirigente di area tecnica, stilata giorni dopo l’evento e non nell’immediatezza dell’evento, come la rilevanza dell’evento richiedeva, i danni alle strutture e agli alberi del Villaggio Fiat. La relazione ha evidenziato forte criticità che attengono non solamente la salvaguardia del patrimonio, ma alla tutela fisica degli assegnatari e di terzi».
Ed è proprio il contenuto ispettivo a destare le maggiori preoccupazioni. «L’Ispezione tecnica ha evidenziato una situazione di grave e diffusa criticità che richiede azioni immediate per tutelare l’incolumità degli assegnatari e dei terzi, nonché per salvaguardare l’integrità del patrimonio stesso. In particolare si registrano: scossaline divelte e numerose tegole scoperchiate con rischio di distacco e caduta dall’alto, oltre al pericolo imminente di gravi infiltrazioni d’acqua nei locali abitativi; vetrate dei vani scala e dei balconi infrante con presenza di frammenti instabili; numerose essenze arboree d’alto fusto sradicate o fortemente inclinate nelle aree verdi comuni» spiega ancora.
«Ad oggi non sono stati avviati alcun lavoro neppure quelli improrogabili a salvaguardia dell’integrità fisica delle persone e quelli che possono mettere a repentaglio i beni degli assegnatari» segnala ancora.
L’esposto si chiude quindi con una formale istanza di accertamento penale volta a individuare i soggetti responsabili di questa situazione di stallo, con una precisa dichiarazione di intenti circa l’azione risarcitoria e la volontà di seguire passo dopo passo l’evoluzione delle indagini della Procura.