l'allarme ambientale

Deposito nucleare in Canavese, Chivasso dice no

Il Governo nazionale ha tolto il segreto di Stato, la Sogin ha pubblicato la Cnapi.

Deposito nucleare in Canavese, Chivasso dice no
Cronaca Chivasso, 05 Gennaio 2021 ore 17:11

Il Governo nazionale ha tolto il segreto di Stato, la Sogin ha pubblicato la Cnapi, la carta dei luoghi in cui potrà essere costruito lo stoccaggio nazionale dei rifiuti radioattivi.

Deposito nucleare in Canavese

Il Governo nazionale ha tolto il segreto di Stato, la Sogin ha pubblicato la Cnapi, la carta dei luoghi in cui potrà essere costruito lo stoccaggio nazionale dei rifiuti radioattivi. E tra le zone interessate c’è un’area tra Caluso, Mazzè e Rondissone.

Chivasso dice no

Il primo cittadino di Chivasso Claudio Castello interviene:

Dalla lettura della documentazione abbiamo appreso come tra le “aree potenzialmente idonee” delineate sulla carta Cnapi ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, vi è anche l’area in Provincia di Torino, insistente sui territori di Rondissone-Mazze-Caluso.
Tra le 67 zone individuate, l’area basso canavesana rientra tra le 12 di Classe 1, ovvero considerata tra le ubicazioni da preferirsi rispetto a tutte le altre.
L’intervento costerà allo Stato 1,5 miliardi di euro e in totale si parla di circa 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività da stoccare.
Con la pubblicazione si dà l’avvio alla fase di consultazione dei documenti per la durata di due mesi.
Non permetteremo che il basso Canavese diventi la pattumiera radioattiva del Paese! Pronti ad una larga mobilitazione istituzionale e
di cittadinanza per opporci a questa scelta localizzativa. Sarà battaglia.
L’Amministrazione comunale si batterà per difendere il territorio in una logica collaborativa di area vasta, sottolineando come l’area in oggetto disti circa 1200 metri in linea d’aria dalla piazza della frazione Mandria.
Il chivassese ha subito negli anni un pesantissimo impatto ambientale sulle proprie popolazioni. L’attuale bilancio di massa ambientale non rende tollerabile un ulteriore incremento di fattori inquinanti.
L’obbiettivo dichiarato è far fronte comune con le altre Amministrazioni civiche ed opporsi a questa ipotesi localizzativa.

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