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Deposito nucleare in Canavese, partita la raccolta firme

Il Comitato Io mi rifiuto è felice della scelta dell'Amministrazione di Caluso di opporsi a questo nuovo progetto.

Deposito nucleare in Canavese, partita la raccolta firme
Cronaca Chivasso, 06 Gennaio 2021 ore 14:31

Deposito nucleare in Canavese. Il Comitato Io mi rifiuto è felice della scelta dell’Amministrazione di Caluso di opporsi a questo nuovo progetto.

Deposito nucleare in Canavese

E’ stata pubblicata la Cnapi, cioè l’elenco dei 67 luoghi potenzialmente idonei ad ospitare il nuovo deposito dei rifiuti radioattivi italiani. Si tratta di un documento che si aspettava da molti anni, soprattutto nel Vercellese dove sono presenti più dell’80 per cento di scorie di tutta la Nazione.

Ed è proprio il Vercellese a tirare un respiro di sollievo poiché nell’elenco non compare nessuno delle sue località. Saluggia e Trino, infatti, sono state escluse nonostante oggi ospitino impianto. Questa esclusione è stata dettata dalla mancanza dei requisiti previsti dal Governo e da Sogin.

Se il Vercellese festeggia, trema invece l’area del Chivassese e Canavase. Tra i 67 lunghi, nella Cnapi è presente un territorio compreso tra i Comuni di Caluso, Mazzè e Rondissone.

Il comitato Io mi rifiuto

Il comitato Io mi rifiuto interviene con una nota:

Siamo impegnati nella battaglia contro il progetto scriteriato di CALUSO BIOMETANO di portare 75000 tonnellate di rifiuti organici all’anno nel comune di Caluso da giugno, dopo averlo saputo dai giornali a seguito della pubblicazione sul sito di Città metropolitana senza che nessuno informasse prima la popolazione e i Comuni confinanti. Abbiamo presentato lettere e osservazioni agli Enti preposti, raccolto oltre 3000 firme, organizzato riunioni pubbliche, oltre ad una mozione in Consiglio comunale (bocciata) per tutelare e salvaguardare il nostro territorio a forte vocazione agricola. Ci siamo spesi per mesi a studiare il progetto insensato del trattamento FORSU e continueremo a farlo, anche per anni, se sarà necessario. Siamo felici che l’amministrazione di Caluso in questo caso prenda una posizione determinata e netta fin da subito (il primo giorno) senza rimandare. A nostro modesto parere, la difesa del territorio deve essere una battaglia comune e, se possibile, condivisa tra amministrazioni e cittadini. Il nostro comitato stamattina alle 10 circa, tramite il proprio canale facebook, informava la cittadinanza di quanto appena pubblicato da Sogin. I Cittadini del Comitato e il Direttivo stanno studiando le carte da stamattina e, di sicuro, faranno la loro parte anche in questa difficile battaglia e si mettono a disposizione, seppur limitatamente alle loro modeste possibilità, di tutte le amministrazioni Comunali e gli Enti che manifesteranno la propria contrarietà all’ipotesi preliminare fatta da Sogin per il sito sul nostro amato e tanto bistrattato territorio. Il Comitato si augura altresì che la medesima determinazione dimostrata oggi dall’Amministrazione di Caluso, sia coerentemente portata avanti anche per opporsi con fermezza e decisione al progetto di Caluso Biometano (oggi ancora in itinere) a tutela della salute dei cittadini, trattandosi infatti palesemente di un “un progetto che andrebbe a vanificare gli sforzi con cui si è cercato di valorizzare le eccellenze enogastronomiche di un territorio a forte vocazione agricola” (usiamo le parole scelte dal comunicato dei Consiglieri Comunali non a caso). Facciamo gli auguri a tutti i cittadini e le amministrazioni coinvolte e speriamo che sia l’occasione di dimostrare la reale volontà di tutelare l’ambiente e il territorio (inteso come area vasta) nel quale viviamo che ci auguriamo diventi sempre più il primo punto in agenda per ogni amministrazione comunale consapevole. Grazie per l’attenzione.

Online una raccolta firme

Intanto in queste ore è stata avviata una raccolta firme per opporsi a questo nuovo deposito. Nella stessa si legge:

Chiediamo pertanto a tutti i Cittadini consapevoli di sottoscrivere questa petizione e di mobilitarsi perché non si compia un simile scempio ancora una volta in Piemonte ed in particolare nel Chivassese/Basso Canavese già gravato da pesanti carichi ambientali, che in questi anni ha visto le Amministrazioni e le attività private investire tempo e risorse lavorando faticosamente ad un profondo rilancio in ottica di valorizzazione del proprio territorio e delle proprie eccellenze enogastronomiche e dei Beni Culturali.

Per firmare la petizione CLICCATE QUI

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