Cronaca
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Donna adottata cerca la mamma per curarsi: ha un tumore

Dopo 3 anni ancora nessuna risposta.

Donna adottata cerca la mamma per curarsi: ha un tumore
Cronaca Vercellese, 18 Luglio 2021 ore 05:59

Cerca la mamma biologica per le cure mediche, dopo 3 anni ancora nessuna risposta. Lorenza è nata a Vercelli nel maggio del 1986, e da quando le è stato diagnosticato un tumore vuole conoscere le proprie origini.

Donna adottata cerca la mamma per curarsi

Lorenza è una ragazza settimese di 35 anni. I suoi grandi occhi chiari parlano di lei e della sua voglia di conoscere le sue origini. E così Lorenza ci racconta la sua storia, lunga storia per i suoi «soli»  35 anni.
Una vita fatta di affetti, di una famiglia molto salda e presente alle sue spalle, ma anche molte traversìe che lei ha sempre affrontato con determinazione e una solida base di ottimismo. Due aspetti questi ultimi che le danno una carica immensa per guardare alla vita con entusiasmo e determinazione.
Lorenza vuole conoscere le sue origini.
E’ nata il 5 maggio del 1986 ed è stata adottata quando aveva soltanto due mesi di vita.

Il racconto

«Sono nata all'ospedale di Vercelli - esordisce Lorenza (che di conseguenza potrebbe essere originaria di un Comune al confine con il torinese - e di recente ho saputo che di essere venuta alle luce alle 20.40. Appena è stato possibile sbrigare tutte le pratiche per l’adozione i miei genitori mi hanno accolto tra loro».

«Ho la fortuna di avere un papà e una mamma che sono molto presenti: a me e mio fratello non  hanno mai fatto mancare nulla. Vacanze in inverno e in estate, impartendoci alti valori morali e insegnamenti che ci portiamo dietro anche adesso che siamo adulti».

Lorenza, dopo l’adozione, ha sempre vissuto a Settimo, dove è cresciuta e si è formata. «Qui sono le persone e i luoghi che ho sempre amato - spiega -. E’ qui che sono cresciuta».
Lorenza è un fiume in piena e ha tanta voglia di conoscere la verità, di sapere le sue vere origini. Un desiderio che cela un significato concreto molto più profondo. «La mia è sempre stata una vita serena fino a quando, nel 2017, non mi hanno diagnosticato un tumore. A quel punto sono iniziati i controlli medici, l'intervento e le sedute di chemioterapia».

Un percorso non facile che ha sempre affrontato con determinazione e coraggio.

«I medici sapevano che ero stata adottata e io, informandomi e leggendo molto, sono venuta a conoscenza che dopo il disastro nucleare avvenuto il 26 aprile 1986 a Chernobyl molte donne si erano trasferite a Vercelli e nei paesi limitrofi. Mia mamma potrebbe essere una di quelle persone. Lo so che praticamente quando è avvenuto il disastro nucleare io ero già formata perché mia mamma era prossima a partorire, ma secondo i medici, le fortissime radiazioni  potrebbero aver causato comunque delle conseguenze negative sul feto».
«Si tratta di forti radiazioni nucleari e quindi le conseguenze, come tutti sappiamo, sono state molto gravi sia sui bambini che sugli adulti della Bielorussia. I medici mi hanno ribadito quanto sia importante conoscere questo aspetto perché in questo modo sarebbe necessario effettuare dei particolari accertamenti e magari si potrebbe anche comprendere la causa scatenante del tumore e intervenire anche in funzione degli anni futuri.  Quando ho compreso la mia situazione, mi sono data da fare, ho iniziato le ricerche, mi sono rivolta ad un avvocato e al tribunale dei minori, ma dal 2018 ad oggi non ho avuto ancora alcun riscontro».

Nessuna risposta da tre anni

Anche noi abbiamo chiesto ad un legale se l'iter seguito da questa giovane donna fosse corretto e ci ha confermato che lei ha fatto tutto ciò che per la legge deve essere fatto, ma ancora nulla di nuovo, niente si smuove e questo aspetto ha smosso ancora di più la giovane che prosegue dritta nel suo intento: «Io voglio conoscere le mie origini, per me è una questione di salute. Trovo assurdo che a distanza di 3 anni la Legge non mi abbia dato risposte, lo ritengo a dir poco vergognoso. Ad ogni mio sollecito oramai non sanno più cosa dire, lo trovo assurdo, non è accettabile in una società civile e nel 2021 che accada una cosa del genere. Come dico e ribadisco il mio desiderio di conoscere le mie origini sono legate alla mia salute. Certo, se dovessi  incontrare la mia mamma biologica le darei la mano, ma quello che mi spinge a cercarla è l’idea di poter avere un quadro completo della mia nascita per un'eventuale cura o accertamenti medici da eseguire in futuro».
«Io una famiglia ce l'ho e ce l'ho sempre avuta - conclude -. Il mio desiderio di risalire alle mie origini ha solo un motivo medico e trovo inaccettabile che in 3 anni non si siano fatti passi in avanti. Sembra di essere in un ginepraio, non vedo ancora la via d'uscita, ma non mi fermo e continuerò in tutti i modi a chiedere in ogni modo di conoscere le mie origini. Voglio sapere da dove provengo, perchè sono nata a Vercelli? Mia mamma viveva lì o si è trasferita in quella zona solo per terminare la gravidanza? Questo aspetto per me è fondamentale e chiedo a chiunque possa aver dei dettagli di potermi dare una mano».
Lorenza è una donna forte ed è determinata a portare avanti quella che è per lei una missione vitale.