Una famiglia di Crescentino

Donna combatte una malattia terribile… e la burocrazia: l’appello a Mattarella

Le parole del marito di Lucia Ledda, Antonino Cardinale.

Donna combatte una malattia terribile… e la burocrazia: l’appello a Mattarella
Vercellese, 11 Luglio 2020 ore 05:03

Donna combatte contro una malattia terribile… e contro la burocrazia: l’appello al Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella.

Donna combatte contro una malattia terribile

E’ una storia che commuove quella di Lucia Ledda e Antonino Cardinale, una storia che tocca il cuore di tutte le persone che la sentono raccontare da loro stessi, protagonisti di una vita difficile che affrontano insieme con grande amore sin da quando sono adolescenti. E’ una storia che ha commosso anche i potenti della politica italiana, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Sì, perché Cardinale, stanco della tanta e difficile burocrazia, ha deciso di scrivere a Mattarella chiedendogli di trovare una soluzione, non solo per la sua famiglia, ma per tutte le persone che vivono la disabilità.

La storia

Cardinale si presenta da noi in redazione, con lui un plico di documenti. Tutti referti medici di sua moglie Lucia. E lui che ci racconta la loro triste storia:

«Mia moglie a novembre compirà 45 anni. La sua è stata un’infanzia travagliata, ma affrontata con grande forza. Ci siamo conosciuti durante l’adolescenza, e abbiamo iniziato a frequentarci. Poi il matrimonio: lei era minorenne (aveva 17 anni), io ero poco più che maggiorenne. E poi, la nascita di nostra figlia che a breve ci renderà nonni per la seconda volta».

Una bellissima storia, una famiglia felice sino a tre anni fa:

«Dopo un brutto incidente stradale abbiamo iniziato una serie di analisi mediche per arrivare ad un test genetico che ha purtroppo diagnosticato a Lucia una grave malattia neurologica. Una malattia difficile, che nel corso del tempo è peggiorata, ed ancor di più durante questa pandemia. A rendere difficile la nostra vita però non è solo la malattia (io mi prendo cura di lei il più possibile anche se lavoro come operaio alla Fca di Biella), ma la burocrazia. Dopo la diagnosi, abbiamo è iniziato l’iter per l’invalidità. Prima le hanno riconosciuto il 67 per cento d’invalidità, poi il 75.
Fatto sta che non abbiamo diritto a nulla se non ad un minimo assegno. Però mia moglie non può stare a casa da sola. Per dirvi la situazione, quando io non ci sono perché lavoro è costretta a mangiare alimenti freddi, come panini. Intanto avevo presentato la richiesta per la Legge 104 per assentarmi dal lavoro senza prendere sempre permessi e ferie, anche perché non mi bastano. Una procedura lunga che all’inizio mi è anche stata respinta. Il mio desiderio era prendere il congedo di due anni per seguirla, per stare con lei e farla vivere bene anche perché lei è ancora cosciente. Non posso scegliere di inserirla in una struttura: non sarebbe giusto. E poi l’assenza di strutture mediche idonee a seguirla: in Piemonte non esiste un ospedale dove lei possa seguire le sue cure. Siamo costretti ad andare fuori Regione, siamo stati accettati all’ospedale policlinico San Martino di Genova dove affronterà una cura sperimentale. Lucia era una moglie e una mamma fantastica. Oggi non esiste più, non prova più nessun sentimento, non può nemmeno godersi il nipote».

La richiesta di aiuto

Così Cardinale, dopo mesi e mesi tra documenti e burocrazia, ha deciso di scrivere al Presidente:

«Ho voluto scrivere a Mattarella per denunciare la mia situazione, che è poi quella che vivono tantissime altre persone e i familiari dei disabili».

La lettera recita:

«Questo è il mio sfogo e grido di aiuto a tutte le forze politiche in Parlamento. Senza tirargli la giacchetta, ma cercando di portare alla Sua attenzione, Lei pilastro dello Stato la mia recente repulsione nei confronti della sanità e di alcuni organi dello stato quali INPS e questa burocrazia che soffoca i malati gravi. Le descrivo i miei ultimi mesi, durante questa pandemia: mia moglie è affetta da una malattia neurodegenerativa, una malattia peggiore rispetto al Covid19 eppure per tre mesi si è solo pensato a questo virus. Tutte le istituzioni si sono concentrate sulla pandemia lasciandomi solo a combattere contro un mostro più forte della mia volontà. Io, come lei, sono palermitano, quindi persone forti, di volontà ma, nonostante questo, la malattia ha vinto.
L’assistente sociale parla sempre di Isee per vedere il reddito per un’assistenza domiciliare: io sono un operaio e nonostante tutto, i patronati con la pandemia erano fermi e dunque niente Isee. Se parliamo di Inps, ecco è un ente che non funziona, è intasato. Non parliamo dei medici che devono decidere su una malattia rara che non conoscono e visitano la paziente in tre minuti per decidere se si ha o meno diritto a un accompagnamento. E la cosa più grave in assoluto e che io mi trovo in Piemonte e, siccome questa malattia è rara, la Sanità non ha un centro di riferimento quindi devo spostarmi a mie spese. Io ho bisogno di risposte serie e immediate perché oggi ho bisogno, non ho bisogno quando decide la burocrazia».
Una lettera che ha toccato nel cuore l’ufficio di presidenza che ha risposto: «Al riguardo, desidero informarla che ho inteso rimettere il suo scritto all’attenzione e alle valutazioni della Regione Piemonte, dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale e delle competenti Istituzioni territoriali, per consentire iniziative che possono essere intraprese al riguardo».

Conclude Cardinale:

«E, dopo aver ricevuto questa lettera, sono già stato contatto dalla Regione. Dunque, come scritto in chiusura della lettera, dove vengo invitato a non scoraggiarmi, lo farò. Combatterò per mia moglie e le starò al suo fianco in questa lunga malattia».

TORNA ALLA HOME PAGE

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità