l'intervento di Potere al Popolo

Dormitorio di Chivasso: “10 mesi di silenzio, 2 ore di pressione popolare per una soluzione d’emergenza”

Da questa sera le 5 persone senza fissa dimora verranno provvisoriamente sistemate presso i locali comunali di Via Paleologi

Dormitorio di Chivasso: “10 mesi di silenzio, 2 ore di pressione popolare per una soluzione d’emergenza”

“A proposito di rapidità. Ripida Incredibile il risultato che la pressione popolare dal basso è riuscita a ottenere”. Dicono da Potere al Popolo che ha seguito molto da vicino la vicenda della chiusura del dormitorio.

Dormitorio di Chivasso: “10 mesi di silenzio, 2 ore di pressione popolare per una soluzione d’emergenza”

“Dopo 10 mesi di completa assenza di prospettive, l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Claudio Castello, in due ore, sotto la pressione mediatica e della mobilitazione popolare, è riuscita a trovare una soluzione d’emergenza che comunque rimane provvisoria e di sola circostanza. Un’emergenza determinata dall’immobilismo e dal menefreghismo di questa giunta verso gli ultimi, un’emergenza che permane e creatasi per una precisa volontà politica, quella di chiudere il dormitorio, sperando che nessuno se ne accorgesse, a parte le persone senza fissa dimora. – Affermano da Potere al Popolo” – 

È evidente che a Chivasso mancano e servono con urgenza soluzioni strutturali e adeguate, non annunci e rattoppamenti per salvare quel poco di consenso che è rimasto e consentire a un’amministrazione piena di contraddizioni e paradossi, dentro l’armadio e all’orizzonte, di mantenere alleanze di potere.

Questa vicenda sta dimostrando che il vero potere è quello popolare. In soli due giorni, dopo 10 mesi di silenzio, certezze di chiusure e assenza di prospettive dignitose solo un’insopportabile e destabilizzante pressione dal basso ha permesso di ottenere una soluzione, per l’ennesima volta paradossale, e incredibilmente rapida per quanto del tutto precaria.

La chiusura era stata comunicata formalmente agli interessati nel giorno di Natale dall’assessora al Welfare e politiche sociali Cristina Varetto (portando cari e calorosi auguri), che senza giri di parole aveva informato gli stessi sulle responsabilità in caso di resistenza allo sgombero del dormitorio. Questo è sufficiente per dimostrare che il piano B non esisteva e non esiste, il sindaco Castello si è semplicemente prodigato per trovare rifugio, prima di tutto per lui, dalla forza della valanga di indignazione cittadina, collettiva e popolare.

Da questa sera le 5 persone senza fissa dimora verranno provvisoriamente sistemate presso i locali comunali di via Paleologi.

Attendiamo una relazione pubblica che preveda soluzioni strutturali e vigileremo come sempre, senza alcun compromesso di potere, sull’effettiva attuazione della soluzione emergenziale uscita dal cilindro del cappello. Siamo insorti e insorgeremo ancora!“.