Dottoressa rinviata a giudizio: faceva la spesa durante l'orario di lavoro

Un medico in servizio nella guardia medica di Venaria Reale, è stata rinviata a giudizio

Dottoressa rinviata a giudizio: faceva la spesa durante l'orario di lavoro
Cronaca 25 Febbraio 2017 ore 15:40

Un medico in servizio nella guardia medica di Venaria Reale, è stata rinviata a giudizio

Un medico in servizio nella guardia medica di Venaria Reale, è stata rinviata a giudizio per omissione e rifiuto di atti d'ufficio. La dottoressa è difesa dall'avvocato Manuel Peretti del foro di Ivrea. Il processo è iniziato qualche giorno fa nel tribunale di Ivrea, dove la corte per giudicare il delicato caso, si è riunita in un'udienza collegiale. Gli episodi che le vengono contestati sono molteplici. Il 3 maggio del 2015 si sarebbe rifiutata di andare a visitare una paziente presso il suo domicilio, benché fosse a conoscenza che la stessa fosse affetta dal morbo di parkinson e per tanto fosse impossibilitata a spostarsi. La signora però non si è persa d'animo e per poter esercitare il suo diritto a ricevere l'assistenza sanitaria, ha chiamato il 112. Solo dopo essere stata contattata dai militari dell'arma, si sarebbe recata a casa della paziente, ma la visita venne fatta solo quando la malata contattava nuovamente le forze dell'ordine. La paziente si è costituita parte civile nel processo. In altro caso il medico indicava telefonicamente ad un paziente di assumere un certo medicinale, ma si rifiutava di andare a casa sua e di fornirgli la ricetta per poterlo acquistare. 
Non solo, al medico viene contestato che il 27 luglio del 2014, si sarebbe recata durante l'orario di lavoro e utilizzando l'auto dell'Asl to3, in un noto supermercato cittadino per motivi personali e non poiché qualcuno avesse bisogno di un intervento medico. Pochi mesi dopo, nel novembre del 2014, si sarebbe allontanata dello studio mezz'ora dopo il suo ingresso senza un apparente motivo, causando quindi l'interruzione di un pubblico servizio. Più recentemente, il 2 febbraio del 2016, l'imputata non si presentava in servizio per svolgere il suo lavoro senza fornire spiegazioni.