la tragedia

Due mesi d’agonia al CTO per ustioni, addio ad Alessandro Gatto Tumminia

La corsa in ospedale in seguito ad un terribile episodio avvenuto al polo logistico Amazon di Torrazza

Due mesi d’agonia al CTO per ustioni, addio ad Alessandro Gatto Tumminia

Si sono svolti nella mattinata di martedì 28 luglio, presso la Chiesa Parrocchiale di San Domenico Savio in via Paisiello a Torino, i funerali di Alessandro Gatto Tumminia, residente a Chivasso, scomparso all’età di soli 36 anni dopo una lunga agonia al CTO di Torino, dove era ricoverato dallo scorso mese di maggio.

Due mesi d’agonia al CTO per ustioni, addio ad Alessandro Gatto Tumminia

Attorno al dolore della famiglia (la mamma Silvia, il papà Tony, la sorella Simona, gli adorati figli e la nonna Nunzia ) si sono stretti parenti, colleghi e amici di una vita, ancora increduli e smarriti di fronte a un addio arrivato troppo presto. Dopo la funzione religiosa, la salma è stata accompagnata al Tempio Crematorio del Cimitero Monumentale, prima del riposo eterno accanto all’amato nonno Giuseppe nel Cimitero Parco di Torino.
La comunità di Chivasso, dove come detto Alessandro risiedeva, e quella del capoluogo piemontese (dove vivono i suoi famigliari) piangono la conclusione di un lungo e devastante calvario. Più di due mesi fa, nella notte tra il 23 e il 24 maggio, un gesto avvenuto presso lo stabilimento Amazon di Torrazza Piemonte aveva fatto precipitare la sua vita nell’incubo. Trasportato d’urgenza in elisoccorso al reparto grandi ustionati del Centro Traumatologico Ortopedico di Torino, Alex ha lottato con tutte le sue forze per oltre sessanta interminabili giorni.
Per due mesi interi, chi gli voleva bene ha sperato in un miracolo che purtroppo non è arrivato, lasciando in chi lo conosceva un vuoto incolmabile e un profondo senso di impotenza.

Il ricordo di chi lo ha conosciuto

Alessandro era un ragazzo dal cuore grande, generoso, solare e travolgente. Coloro che hanno avuto il privilegio di condividere con lui un pezzo di strada ne ricordano la costante disponibilità, la battuta sempre pronta e quella capacità rara di esserci per gli altri a qualsiasi ora e in qualunque luogo.
La sua più grande passione erano i motori, un universo che non era un semplice hobby, ma la linfa stessa della sua quotidianità e della sua identità. Questa profonda dedizione era diventata anche la sua professione presso le Officine Gentile di Torino (specializzate nel restauro e nella trasformazione di auto d’epoca in veicoli elettrici), dove la sua competenza, la sua serietà e la sua gentilezza lo avevano reso un punto di riferimento stimato da colleghi e clienti.
Proprio tra le officine, i banchi da lavoro e le serate a parlare di auto erano nate amicizie autentiche e indissolubili. Tra chi lo chiamava affettuosamente “Gatto” o “Le Mans”, il suo ricordo rimane legato a momenti indelebili di spensieratezza, di solidarietà e di affetto sincero. Era un’anima buona e sensibile, capace di farsi volere bene da chiunque nonostante le fragilità e le sofferenze che portava dentro nel silenzio del suo cuore.
Oggi resta il ricordo limpido di un giovane padre, di un lavoratore appassionato e di un amico su cui poter sempre contare. Con l’ultimo affettuoso saluto ad Alessandro, tutti coloro che lo hanno amato si stringono nella speranza che egli possa aver finalmente trovato, nell’abbraccio dei suoi cari e del nonno Giuseppe, quella pace e serenità che qui gli erano mancati.
«Come posso raccontare – scrive un amico – di un’amicizia nata per una passione? Non si può spiegare e non avrei nemmeno lo spazio per poter descrivere tutto quello che c’è stato in questi anni. Eri un ragazzo solare, disponibile alle ore più disparate ovunque tu sia stato, gentile, professionale e potrei continuare per ore e ore a descrivere la persona meravigliosa che sei.
Grazie di tutto Ale, ci rivediamo presto».