Roberto Fantini è stato assolto in formula piena nel processo scaturito dall’inchiesta Echidna proprio oggi, giovedì 20 agosto alle 15.30. Il Tribunale di Ivrea ha dunque escluso la responsabilità dell’imprenditore di Rivarolo Canavese, 57 anni, per l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa che gli era stata contestata dalla Procura di Torino.
Una decisione che arriva al termine del procedimento nel quale il pubblico ministero Valerio Longi aveva chiesto per Fantini una condanna a 7 anni e 4 mesi di reclusione, ritenendo provato il suo presunto ruolo di agevolazione nei confronti della ‘ndrangheta e, in particolare, dei soggetti riconducibili alla famiglia Pasqua.
Il Collegio del Tribunale di Ivrea, presieduto dalla giudice Stefania Cugge, ha invece assolto Fantini.
L’accusa: i rapporti con la famiglia Pasqua
Fantini era accusato, in relazione agli articoli 110 e 416 bis del codice penale, di aver concorso nell’associazione di tipo mafioso attraverso il proprio ruolo all’interno di Sitalfa S.p.a., società impegnata nella manutenzione della A32 Torino-Bardonecchia.
Secondo la ricostruzione della Procura, l’imprenditore avrebbe favorito l’inserimento dei mezzi della Autotrasporti Claudio, riconducibile alla famiglia Pasqua, nei lavori di movimento terra e trasporto affidati da Sitalfa, Cogefa e società collegate.
Tra le condotte contestate figuravano presunte sovrafatturazioni, maggiorazioni delle ore di lavoro degli autocarri rispetto alle prestazioni effettivamente svolte, la restituzione in contanti di parte dei proventi e l’utilizzo dei distributori di carburante interni a Sitalfa da parte degli autisti della ditta.
L’accusa aveva inoltre sostenuto che Fantini avesse continuato ad affidare lavori alla medesima impresa anche dopo il provvedimento interdittivo antimafia che ne aveva impedito l’iscrizione alla white list.
Secondo la Procura, dunque, quei rapporti imprenditoriali non sarebbero stati semplici relazioni commerciali, ma avrebbero rappresentato un contributo concreto all’operatività della criminalità organizzata.
La sentenza di oggi ha però escluso la responsabilità penale di Fantini per questi fatti.
La difesa: sempre dichiarato estraneo
Durante tutto il procedimento Fantini ha respinto le accuse, sostenendo di essere estraneo alle contestazioni.
L’imprenditore era difeso dall’avvocato Roberto Capra, che ha sostenuto la posizione del proprio assistito nel corso del processo.
L’assoluzione rappresenta quindi un risultato significativo per Fantini, soprattutto alla luce della richiesta di condanna formulata dalla Procura, pari a sette anni e quattro mesi.
Il processo
Il procedimento era nato dall’inchiesta Echidna, coordinata dalla Procura di Torino, che aveva portato al centro dell’attenzione i presunti rapporti tra criminalità organizzata, imprenditoria e politica e le presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta nel sistema degli appalti e dei cantieri dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia.
Il processo di primo grado era iniziato nel marzo 2025 davanti al Tribunale di Ivrea, con il Collegio presieduto dalla giudice Stefania Cugge.
Fantini era finito a processo in qualità di ex dirigente di Sitalfa, con l’accusa di aver consentito, secondo la Procura, l’infiltrazione di soggetti riconducibili alla criminalità organizzata nel circuito degli appalti.
Il Tribunale, al termine del dibattimento, ha però ritenuto che non vi fossero elementi sufficienti per affermare la responsabilità dell’imprenditore e lo ha assolto in formula piena.
LE PAROLE DI FANTINI