in collina

Fanno il saluto romano sui social, un sacco di letame davanti al bar di una delle protagoniste

La reazione del paese a questo gesto punito dalla Legge.

Fanno il saluto romano sui social, un sacco di letame davanti al bar di una delle protagoniste
Chivasso, 03 Ottobre 2020 ore 05:00

Postano una foto sui social mentre fanno il saluto romano. Un gesto non gradito che ha spinto qualcuno a portare un sacco di letame davanti al bar di una delle protagoniste.

Fanno il saluto romano sui social

Una foto postata sui social network con otto ragazzi che fanno il saluto fascista ha scatenato una bufera nella tranquilla (?) Cavagnolo.
La premessa è che, per la legge italiana, tale forma di saluto è un reato. Detto questo passiamo alla cronaca dei fatti.
Tutto parte da una fotografia che ritrae otto persone, cinque ragazzi e tre ragazze, durante una festa privata, davanti a una torta, forse di compleanno.
Sette amici che decidono, ne ignoriamo il motivo, di mettere in atto le indicazioni di Achille Starace, segretario del Partito Nazionale Fascista, che promosse una campagna a favore del «saluto romano» affinché sostituisse completamente la stretta di mano ritenuta «borghese» e poco igienica. (Va beh, siamo in periodo di Covid, ma è comunque un po’ troppo…)
Degli otto, sette sorridono a mani tese, uno fa il «saluto del legionario» con le tre dita distese che rappresentano onore, fedeltà e coraggio e una ragazza è semplicemente accovacciata davanti alla torta, con in mano una bottiglia.
Poi, forse per ingenuità, forse perché nessuno ha veramente idea della gravità del gesto, quella foto finisce in rete. Ci sta poco (qualche commento fa capire alla ragazza che l’ha postata che non è il caso di mantenerla visibile oltre), ma come è noto sul web basta un istante per cambiare una vita.

Le conseguenze di quella foto

Qualcuno, quella foto, la scarica e la utilizza per realizzare un volantino, stampato in bianco e nero, che in uno scoccar di freccia finisce su tutti i muri e le vetrine di Cavagnolo. Non contento, o contenta, l’autore, o l’autrice dei volantino scarica un sacco di letame davanti all’attività commerciale. L’unica colpa di quella ragazza, essere nella foto ed essere il bersaglio più facile da colpire.
Non appena la notizia del volantino arriva alle orecchie di chi vi era ritratto, parte una «caccia al tesoro» che, all’alba, permette di recuperarne e distruggerne la quasi totalità. Ma alcuni di questi volantini, rivendicati dalla «Lotta Letamaia» (la scritta è accompagnata da una falce che incrocia non un martello, ma delle feci), restano comunque in circolazione e raggiungono praticamente chiunque in paese grazie alle chat.
Alla titolare dell’attività non resta altro da fare che rivolgersi ai carabinieri, a cui viene sporta denuncia contro ignoti.

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