Cronaca

Fatture false, scoperta maxi frode

La Guardia di Finanza di Torino ha scoperto una maxi frode commessa attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture false da parte di una Società lombarda operante nel settore siderurgico, con un’unità locale anche a San Carlo Canavese

Fatture false, scoperta maxi frode
Cronaca 01 Luglio 2017 ore 12:45

La Guardia di Finanza di Torino ha scoperto una maxi frode commessa attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture false da parte di una Società lombarda operante nel settore siderurgico, con un’unità locale anche a San Carlo Canavese

La Guardia di Finanza di Torino ha scoperto una maxi frode commessa attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture false da parte di una Società lombarda operante nel settore siderurgico, con un’unità locale anche a San Carlo Canavese, nel Torinese. Le indagini della Tenenza della Guardia di Finanza di Lanzo, hanno accertato come la Società attestava falsamente, nei propri documenti contabili, vendite di manufatti in lamiera nei confronti di aziende della Comunità Europea. Le  indagini della Tenenza della Guardia di Finanza di Lanzo, hanno accertato come la Società attestava falsamente, nei propri documenti contabili, vendite di manufatti in lamiera nei confronti di aziende della Comunità Europea. Secondo quanto ricostruito dai Finanzieri, l’azienda ha emesso fatture false per oltre 17 milioni di euro ed attestato falsamente il sostenimento di costi per oltre 16 milioni di euro, riuscendo così a ridurre in modo considerevole il proprio reddito e quindi la relativa tassazione evadendo in tal modo oltre 5 milioni di euro di imposte sui redditi. La truffa inoltre ha permesso di evadere 3,5 milioni di euro di I.V.A.. ià i primi riscontri hanno fatto emergere le prime palesi incongruenze: i trasporti di tonnellate di lamiera risultavano effettuati con mezzi assolutamente non idonei, ad esempio una Fiat Panda avrebbe trasportato 30 tonnellate di lamiera, una Fiat 500 ne avrebbe trasportate 28 una Ford Fiesta 27, una Kia Picanto 30, una Renault Clio 30, persino un autobus, secondo quanto indicato nei documenti di trasporto, sarebbe stato utilizzato per il trasporto di 29 tonnellate di lamiera. Le successive  indagini, eseguite anche grazie alla mutua assistenza tra gli Organi collaterali degli altri paesi Comunitari ha consentito di delineare nel dettaglio tutti gli elementi della frode appurando ad esempio che le società romene, formalmente destinatarie delle lamiere, erano di fatto non operative. Ora i 9 amministratori delle società coinvolte nella truffa rischiano fino a 6 anni di carcere oltre, ovviamente, a dover pagare le imposte e le sanzioni dovute a tal fine sono iniziate anche le procedure per il sequestro dei loro beni personali per garantire la riscossione di quanto dovuto.