Foibe, scontri e arresti all’Università di Torino

Un duro scontro al Campus Einaudi.

Foibe, scontri e arresti all’Università di Torino
Torino, 14 Febbraio 2020 ore 12:06

Scontri e arresti in occasione del convegno “Fascismo-Colonialismo-Foibe”, organizzato presso il Campus Einaudi dell’Università di Torino, per il Giorno del ricordo delle foibe.

Scontri e arresti all’Università di Torino

Scontri tra le forze dell’ordine e gli antagonisti. Quattro persone sono state fermate dalla Digos, con l’accusa di violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Tre arresti e  circa 15 denunce  per resistenza, lesione e danneggiamento aggravato..

I fatti

Durante gli scontri è stata danneggiata anche l’aula intitolata a Paolo Borsellino, assegnata al Fuan, associazione studentesca vicina a Fratelli d’Italia, che stava tenendo un volantinaggio in segno di protesta contro il convegno organizzato “Fascismo-Colonialismo-Foibe”. I volantini distribuiti dai membri del gruppo vicino a Fratelli d’Italia riportavano il seguente testo: “La verità non si infoiba. Sino a quando l’Università organizzerà conferenze e dibattiti che insultano la memoria di migliaia di italiani barbaramente uccisi, noi saremo qui”.

Gli scontri

I primi scontri si sono  verificati quando un gruppo di antagonisti ha cercato di superare gli agenti, schierati per evitare il contatto con gli studenti del Fuan. Calci e pugni durante gli scontri e alcuni cassonetti dell’immondizia sono stati usati come scudo. La polizia ha respinto i manifestanti e ha fermato e allontanato un giovane. L’automobile della Polizia su cui si trova il ragazzo è stata accerchiata e presa a calci.

I feriti

Tre agenti della Digos, un agente del commissariato Dora Vanchiglia e due guardie giurate in servizio all’università sono rimaste ferite.

Gli arresti

In manette sono finiti B.P.M., militante 23enne del centro sociale torinese “Askatasuna”, un anarchico milanese coetaneo (già denunciato lo scorso marzo per una manifestazione antagonista a Torino) e una studentessa di Roma di 27 anni. Quindici i denunciati tra antagonisti e anarchici per i reati di resistenza, lesione e danneggiamento aggravato. Tra questi, compare anche un uomo già arrestato dalla Digos del capoluogo piemontese in occasione dell’operazione “Scintilla”, che nel febbraio del 2019 portò allo sgombero di un asilo occupato di via Alessandria.

Il presidente del Fuan: “Idee più forti di intimidazioni”

“È inaccettabile, commenta il presidente del FUAN Andrea Montalbano, che l’università permetta un convegno di stampo “giustificazionista” sulle foibe: in questo modo la memoria delle migliaia di persone innocenti che persero la vita solo perché italiani è infangata ancora una volta. È vergognoso poi -aggiunge- che in università vengano permessi atti intimidatori che molto spesso, come in questo caso, sfociano in episodi di violenza da parte dei soliti noti dei centri sociali.
Questi metodi comunque non ci intimidiscono e noi continueremo, in tutte le sedi universitarie, a ribadire che non c’è spazio per i violenti e che la verità non si infoiba”.

Il commento di  Maurizio Marrone, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte,

“Mi sono confrontato con il nuovo presidente dell’EDISU Sciretti e concordo con lui sull’opportunità di valutare la revoca di borse di studio eventualmente assegnate ad antagonisti arrestati e denunciati ieri presso il Campus Einaudi per aver assaltato un pacifico volantinaggio del FUAN, ferito Forze dell’Ordine, danneggiato una volante della Polizia e devastato l’aula intitolata a Paolo Borsellino: tutte condotte gravissime dal punto di vista disciplinare e incompatibili con un beneficio economico, finanziato dalla Regione per sostenere il diritto allo studio e riservato a studenti meritevoli. Per questa ragione ho presentato un ordine del giorno in Consiglio Regionale per dare formalmente ad EDISU questo indirizzo” annuncia Maurizio Marrone, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte, che spiega “L’Ateneo torinese non può restare intrappolato ancora in un clima di violenze anni ‘70 solo per l’abitudine consolidata di considerare le facoltà umanistiche come parco giochi per gli antagonisti con piena impunità: riteniamo doveroso dare un segnale chiaro e determinato, anche se spesso si tratta di fuoricorso già esclusi dai bandi per le borse.
Infine, la concessione di un’aula universitaria per ospitare un convegno giustificazionista sul genocidio delle foibe contrario al Giorno del Ricordo sancito con legge dello Stato è una vergogna di cui chiederemo conto direttamente al Rettore”.

Il commento di Moni Ovadia

Moni Ovadia,  attore e scrittore presente al convegno “Fascismo-Colonialismo-Foibe – L’uso politico della memoria per la manipolazione delle verità storiche” insieme con il giornalista Stojan Speti, ha commentato la vicenda: “Oggi all’Università di Torino si è tenuto un convegno sul Giorno del ricordo e sulle falsificazioni che il revanscismo fascista fa nei confronti della questione delle foibe e l’uso strumentale. Sono venuti dei fascisti o dei neofascisti a fare una gazzarra davanti all’università e sono stati contrastati da ragazzi dei centri sociali, cioè da antifascisti. Come sempre quelli sanzionati e colpiti sono antifascisti. Questa cosa deve finire una volta per tutte. Qualsiasi apologia, ricostituzione, manifestazione del fascismo è proibita dalla Costituzione, è illegale. Si faccia capire una volta per tutte”.