Fondi per i terremotati: Il Ministero non ci ha ascoltati

La replica del sindaco Barberis.

Fondi per i terremotati: Il Ministero non ci ha ascoltati
Vercellese, 08 Febbraio 2020 ore 02:03

Fondi per i terremotati: Il Ministero non ci ha ascoltati. Dura la presa di posizione di Firmino Barberis durante il dibattito con l’opposizione. Con lui anche il suo vice e l’assessore all’ambiente hanno ribadito che hanno agito in buona fede per aiutare le comunità colpite nel 2016.

Fondi per i terremotati

Era il 2016 quando l’Amministrazione di Saluggia guidata dal sindaco Firmino Barberis aveva approvato una mozione presentata dalla sua stessa maggioranza per esprimere la volontà del Comune ai Ministeri di competenza di devolvere le risorse economiche, determinabili presuntivamente in circa 2 milioni di euro, già destinate agli interventi di compensazione e riequilibrio ambientale sul territorio del Comune di Saluggia, alla realizzazione di opere strutturali a favore delle comunità colpite da sisma del 24 agosto 2016. Una scelta condivisa anche con la minoranza guidata da Renato Bianco ma bocciata da quella di Fabio Pistan. E ora, a più di tre anni da quell’atto, è arrivata la revoca della delibera. Una revoca approvata all’unanimità ma che ha fatto tanto discutere perché la minoranza ha più volte ribadito nel corso del Consiglio comunale di martedì 28 gennaio che: «se era vostra vera intenzione chiedere di destinare quei soldi alle comunità colpite dal sisma allora dovevate chiedere, sollecitando gli organi competenti, perciò i Ministeri, a modificare i decreti così da poter destinare quei soldi». Una questione sulla quale il dibattito si è molto scaldato tant’è che il consigliere di minoranza Emanuele Pedrazzini ha più volte ribadito che si è trattata di una presa in giro e che già nel 2017 erano a conoscenza del fatto che non sarebbe stato modificato l’atto che prevedeva l’utilizzo di quei soldi per Saluggia. E poi ancora Pedrazzini ha tuonato che i tre sindaci dei Comuni interessati dal terremoto erano ignari di questo gesto del Comune di Saluggia e che il Comune stesso avrebbe potuto cercare di contattarli, così anche loro avrebbero potuto chiedere ai Ministeri di modificare il decreto per ottenere quei fondi».

Gli interventi

A prendere la parola, nel corso del dibattito, sono stati coloro che all’epoca della mozione sedevano tra i banchi della maggioranza come l’attuale vicesindaco Libero Farinelli: «Il 20 gennaio del 2017 avevamo ricevuto una lettera della Regione e poi dopo una da Sogin dove ci rimandavano al processo di coordinamento per l’intervento da effettuare visto che i Ministeri non procedevano con le modifiche. Noi dunque revochiamo questa delibera perché la mozione non è stata accolta da Roma. Abbiamo atteso sino ad oggi perché volevamo che fosse Roma a dirci di no, ma questo rifiuto non è mai arrivato e dunque o perdiamo i soldi oppure approviamo questa revoca. Abbiamo provato a cercare il dialogo con i Ministeri ma è stato vano, non siamo mai riusciti a parlare con qualcuno che potesse aiutarci. Provateci voi! Noi abbiamo fatto tutto in buonafede, noi non facciamo pagliacciate».
Anche l’assessore Adelangela Demaria ha preso la parola: «Abbiamo discusso a lungo e sapevamo bene che quei soldi dovevano darli a Sogin. Dopo la mozione cosa andavamo a dire ai Comuni? Noi abbiamo chiesto con quell’atto di modificare il decreto, di non dare quella somma a Sogin, ma di destinarli ai tre Comuni colpiti dal terremoto nel Centro Italia. Io non mi sento un malfattore, ho votato quella mozione in buonafede. Voi non potete sempre parlare di malafede. Noi abbiamo solo aspettato che il Ministero si pronunciasse, ma non è successo. Non spettava alla Regione Piemonte dire sì o no». Importanti anche le parole del sindaco Firmino Barberis che nel corso del dibattito ha più volte ricordato: «Perché i Ministeri che dovevano far qualcosa non l’hanno fatto? Voi siete i professori dell’ultimo minuto che ci insegnano a vivere. Noi nel 2016 abbiamo messo questa somma a disposizione inviando la comunicazione anche ai Ministeri. Perché noi dovevamo ancora sollecitarli, pregarli di fare qualcosa? Loro non avevano alcun impedimento tecnico per fare la modifica, non possiamo sostituirci ai loro funzionari capaci di fare questa modifica. Possibile che anche al Ministero non siano capaci a lavorare? Noi abbiamo lavorato in buona fede e sono contento che questa delibera sarà inviata così si saprà chi ha detto la verità e chi no».