RONDISSONE

Francesca, una vita interamente dedicata al prossimo

Boero si è spenta all’età di 83 anni lasciando moltissimi ricordi del suo altruismo

Francesca, una vita interamente dedicata al prossimo
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La sua vita è stata sempre e solo dedicata al prossimo, ad aiutare chi ne aveva più bisogno. Perché per lei, l’importante era dare una possibilità a tutti, un sostegno a chiunque bussasse alla sua porta o si trovasse di fronte.
Francesca Boero ha fatto del volontario la sua missione di vita più grande. Un cuore così immenso e pieno di solidarietà che si è spento lasciando tanta tristezza in ogni rondissonese ma anche tanti bellissimi ricordi.

Francesca, una vita dedicata al prossimo

Perché Francesca, come ha ricordato il direttivo dell’associazione Vita Tre locale, «è stata veramente una brava persona, attiva e sempre disponibile, già dal 1996 anno di fondazione del Gruppo Volontari di Rondissone, ha sempre partecipato a tutte le attività di Vita Tre: la tombola, i mercatini, le gite culturali e, non da ultimo, sei stata eletto nel direttivo. Non dimentichiamo però la sua attività di volontaria presso la casa di riposo. Qualche anno fa ha dato pure la disponibilità per aiutare i volontari di Verolengo in occasione dell’accoglienza dei bambini di Cernobyl. E anche i quindici anni dedicati alla chiesa come priora e le altre associazioni di Rondissone che hanno potuto apprezzare il suo spirito altruista di partecipazione alla vita sociale, sempre allegra, sempre attività. Ci diceva “così non mi annoio e mi tengo la mente giovane”. Ci mancherà molto Francesca, lassù incontrerà altri volontari di Vita Tre che ci hanno già lasciato e quindi potranno già organizzare qualche attività. Siamo certi che sentiremo la sua mancanza, come del resto la sua famiglia. Ciao Francesca, grazie per tutto quello che hai fatto, onorati di averti conosciuta».

Quello di Francesca è stato un grande impegno verso la comunità perché lei, come ricordato da Vita Tre, per quindici anni è stata priora oltre che ministrante dell’eucarestia. Tant’è che nel 2017 il parroco le aveva consegnato un riconoscimento per questo suo grande impegno.

L'impegno in parrocchia

«Era nata per servire la comunità - ha ricordato don Gino Casardi, parroco da venticinque anni a Rondissone - Aiutava tutti anche nella sua sfera privata. Lascia un grande vuoto, sono molto addolorato per la sua dipartita. Ricordo quando e quanto, da volontaria della Casa di Riposo, è stava vicina a mia sorella, le teneva compagnia. E io, sono stato vicino a lei sino all’ultimo, non l’ho mai lasciata sola e quando la morte si è avvicinata a lei, le ho dato l’estrema unzione».

E Francesca, infatti, se non era in chiesa a sistemare l’altare o altro, appunto, la si poteva incontrare in Casa di Riposo al servizio degli anziani ospiti come ricorda Giorgia Ionescu: «Ti abbiamo conosciuta come volontaria alla Rondinella, ma tu eri di più per noi e per gli altri. Dolce , sorridente, gentile, sempre disponibile. Le malattie cattive non perdonano mai, specie le brave persone come te. Grazie di tutto Franci, che Dio ti benedica sempre».

L'attività in Pro Loco

Ma Francesca aveva anche un’altra passione: era uno dei cuori pulsanti della Pro Loco Rondissone in Festa, e soprattutto del reparto cucina. Lei, sempre presente, si occupava della preparazione dei pranzi e delle cene che il sodalizio organizzava. Sempre con il suo grembiule in cucina, era la prima ad arrivare e l’ultima a lasciare quel locale sempre pulito e perfetto.

Per anni, poi, Francesca è stata anche nel consiglio direttivo della Pro Loco, sempre per lavorare per la comunità.

E come dimenticarla anche con la pettorina della Colletta Alimentare, lei era sempre presente come volontaria a raccogliere gli alimenti nei supermarket di Rondissone. E a ricordarla è proprio l’attuale presidente della Pro Loco, Daniele Vai: «Ho avuto l’occasione di conoscere Francesca sei anni fa quando sono entrato in Pro Loco. Mi ha sempre trasmesso serenità e allegria con il suo sorriso, era una persona positiva, sempre pronta a darsi da fare e a partecipare in modo attivo per il bene della comunità . Non si tirava mai indietro nonostante non fosse più una “ragazzina”. Mi ha anche supportato nella mia prima esperienza come Mulinè quando sono stato in visita alla Casa di Riposo, dove lei era presente per aiutare».

Il ricordo della nipote

Francesca ha sempre messo al primo posto la famiglia come ricorda la nipote Denis Piretto: «La zia è stata un esempio, ancora negli ultimi anni. Ha fatto da mamma a tutti i suoi fratelli e le sue sorelle quando i genitori sono mancati. Lei per tutti noi è sempre stata presente, con il suo sorriso. Anche nel confronto, non lo ha mai perso. Si discuteva molto serenamente. Era impossibile litigare con lei. Zia Francesca aveva ancora moltissime cose da fare, lei era giovane dentro tant’è che seguiva il Centro Giovani, le tombolate e ancora le gite».

Francesca era il volontario per eccellenza. Quella persona che non guardava l’orologio, che non le interessava se fosse sabato, domenica o festa. Quando c’era bisogno, ecco bastava chiamarla e lei arrivava subito.

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