Cronaca

Furto in palestra: rubano Rolex, telefono e carte di credito

Il tutto era conservato in una celletta di sicurezza.

Furto in palestra: rubano Rolex, telefono e carte di credito
Cronaca Torino, 07 Marzo 2020 ore 08:21

Furto in palestra: rubano Rolex, telefono e carte di credito oltre a naturalmente i documenti. Il tutto era conservato in una celletta di sicurezza.

Furto in palestra

Un cliente di una palestra di Torino ha denunciato di aver subito il furto degli effetti personali di valore - un orologio Rolex del valore di circa 8.000 euro, un telefono Samsung, documenti e carte di credito - custoditi in una celletta di sicurezza sita nella hall di fronte al desk reception durante la pausa pranzo.

Le indagini

Le indagini immediate e coordinate dal Pm Viglione, effettuate dal personale della Polizia Giudiziaria del Commissariato “Barriera Milano”, tramite acquisizione immagini di video sorveglianza dei luoghi interessati, nonchè incroci dei tabulati telefonici e testimonianze dirette, hanno permesso di ricostruire la dinamica degli eventi, tra l’altro perfettamente corrispondenti a quanto emerso nel corso di analoga indagine effettuata dalla Questura di Milano che aveva portato all’arresto di sinti di origine piemontese specializzata in furti/truffe presso le palestre. In particolare, gli investigatori appuravano che quel giorno, uno dei malfattori, M.L., introdottosi con un escamotage all’interno dei locali della palestra, fingendosi cliente, lamentava a personale addetto ala reception di aver perso le chiavi del lucchetto della celletta che custodiva i suoi effetti personali e chiedeva quindi di tranciare il lucchetto con una tronchese per recuperare le proprie cose.
Dopo pochi minuti, uno dei complici,D.F., utilizzando le carte di credito ed i documenti appena rubati, acquistava presso l’ipermercato Carrefour di corso Grosseto due cellulari IPhone per un valore complessivo di 1.800 euro.

Le indagini hanno permesso di ricostruire attimo per attimo il modus-operandi del sodalizio, di seguito corredato da immagini degli impianti di video sorveglianza. I primi due malfattori avevano agito in perfetto coordinamento: mentre all’interno degli spogliatoi della palestra era già entrato il primo, il secondo teneva d’occhio la vittima nei suoi movimenti all’interno della reception, con la scusa di prendere informazioni per iscriversi; nel frattempo, osservava il numero della cassetta di sicurezza ove il denunciante riponeva i suoi averi. Una volta che questi si recava in sala pesi per fare ginnastica, il complice già all’interno degli spogliatoi, ricevute precise indicazioni dall’altro malfattore, simulava di voler aprire la propria cassetta: temporeggiava qualche secondo, fingendo di cercare le chiavi del lucchetto indosso o nello zaino che aveva al seguito, richiamando così l’attenzione della addetta alla reception; dopodiché si rivolgeva al desk richiedendo appunto l’aiuto della ragazza, la quale, rassicurata dal fatto che lo stesso fosse in grado di elencare nei minimi particolari quanto fosse stato lasciato all’interno della celletta, tramite una tronchese recideva il lucchetto dell’inconsapevole vittima, che nel frattempo si stava allenando.

La perquisizione

Nel corso di una delle perquisizioni domiciliari eseguite, finalizzate alla ricerca di refurtiva riconducibile ad orologi di valore, carte di credito e corpi di reato afferenti ai fatti, gli genti del Commissariato hanno sequestrato un Rolex datejust da donna, trovato al polso della figlia di M. L., colpito dall'ordinanza, di soli 11 anni. Questo particolare lascerebbe pensare che al fine di evitare che il Rolex venisse individuato e quindi sottoposto a sequestro, la famiglia abbia pensato di sottrarlo alla perquisizione apponendolo al polso della minore.

Divieto di dimora

Le perquisizioni, che si sono svolte il 3 marzo scorso,  dal personale del Commissariato P.S. “Barriera Milano” sono avvenute nelle proprietà di M. L., nato a Moncalieri (TO), classe 1979; D. F., nato a Torino, classe 1987; P.S,, nato a Moncalieri (TO), classe 1971.
In seguito all’emissione delle misure cautelari del divieto di dimora nei comuni di Nichelino e di Moncalieri per due di essi. (M.L. e P.S.).

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