CHIVASSO

Giusy, strada in salita: i Carabinieri cercano la polvere da sparo

Interrogati tre vicini di casa. Mistero sulla ricchissima eredità

Giusy, strada in salita: i Carabinieri cercano la polvere da sparo
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Troppi interrogativi e poche risposte. Sono passati quasi diciotto mesi dal brutale omicidio di Giuseppina «Giusy» Arena, uccisa nel giorno del suo 52esimo compleanno, e ad oggi di certezze non c’è nulla se non la sua morte.

Giusy, strada in salita

Mercoledì mattina, 20 marzo, i Carabinieri della Prima Sezione (omicidi) e della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Torino, hanno effettuato un nuovo sopralluogo nel suo appartamento di via Togliatti, ancora sotto sequestro, cercando tracce di polvere da sparo.

Le stesse verifiche sono state fatte nella cantina, e i tamponi sono stati subito inviati al Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RIS) di Parma per essere analizzati.

A questo punto, anche se gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini, il sospetto è che chi ha sparato a Giusy con una pistola calibro 7.65 (mai ritrovata) si sia poi introdotto nella sua abitazione in cerca di qualcosa.

Cosa? Forse (ed è difficile trovare altre spiegazioni), denaro, parte di quell’eredità che ora, al termine di tutte le verifiche tra Posta e istituti bancari, viene definita di «svariate centinaia di migliaia di euro». Soldi che però Giusy, seguita dai servizi sociali e che continuava a vivere nella più assoluta povertà, non poteva o quasi toccare.

Chi sapeva di quei soldi? Tutti e nessuno, o meglio, tutti sapevano dell’eredità della madre ma nessuno ne conosceva l’ammontare.

E’ probabile quindi che chi ha ucciso Giusy volesse i suoi soldi, e che abbia premuto tre volte il grilletto in un impeto d’ira legato a un suo no.

I carabinieri convocano alcuni vicini

A complicare la comprensione delle cose, la consegna, nelle stesse ore del sopralluogo dei carabinieri, di tre convocazioni ad altrettanti vicini di casa, che nella giornata di venerdì sono stati interrogati a Torino come «persone informate sui fatti». Top secret le loro deposizioni, incentrate sugli ultimi giorni di vita di Giusy e sulle possibili frequentazioni della donna. Impossibile, però, non pensare alla lettera «anonima», arrivata proprio alla nostra redazione, che invitava gli inquirenti a indagare, appunto, tra i vicini di casa della donna.

Non si riescono nemmeno a chiarire i contorni della «lettera d’amore» ritrovata dagli inquirenti nell’abitazione di Giusy, accumulatrice seriale: era diretta a lei (pur non contenendo riferimenti precisi) oppure è stata ritrovata e raccolta durante una delle sue passeggiate per le strade di Chivasso?

Passeggiate che, ricordiamo, la vedevano sempre sola, e quindi diventa difficile che quel 12 ottobre 2022 Giusy Arena abbia raggiunto con qualcuno il boschetto di Pratoregio dove è stato poi ritrovato il suo corpo. A meno che, ma al momento non vi sarebbero riscontri, non avesse un appuntamento con qualcuno che conosceva molto bene o sia stata accompagnata lì dallo stesso, magari sul quel «furgone bianco» indicato in un primo tempo e mai ritrovato.

A questo punto non resta che attendere, nella speranza che la soluzione del giallo possa arrivare dai tamponi raccolti mercoledì.

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