Cronaca
a crescentino

I leghisti Dago e Gavazza  visitano lo stabilimento Versalis di Eni 

"Dimostra come le biomasse possano diventare una filiera energetica strategica per il futuro del Piemonte".

I leghisti Dago e Gavazza  visitano lo stabilimento Versalis di Eni 
Cronaca Vercellese, 26 Maggio 2022 ore 17:09

I leghisti Angelo Dago e Gianluca Gavazza hanno partecipato questa mattina, giovedì 26 maggio 2022, alla visita dello stabilimento Versalis di Eni a Crescentino, alla presenza del presidente della Regione, Alberto Cirio.

Dago e Gavazza  visitano lo stabilimento Versalis di Eni 

“Abbiamo avuto modo di osservare da vicino un’altra realtà che pone al centro del suo ciclo produttivo il concetto di economia circolare - hanno commentato Dago e Gavazza al termine del sopralluogo - permettendo la produzione di biometano advanced dagli zuccheri di seconda generazione ottenuti da biomasse lignocellulosiche. Fa certamente piacere che un gruppo come Eni abbia scelto il nostro territorio per l’insediamento di un impianto tanto all’avanguardia, al quale si affiancano i centri di ricerca di Novara e Rivalta Scrivia in provincia di Alessandria. Un riconoscimento dell’attrattività del Piemonte che deve però ricordarci quanto il riuso sarà centrale in un futuro ecologicamente sostenibile e sempre più indipendente dalle fonti tradizionali”.

“Lo stabilimento Versalis di Eni - hanno aggiunto Dago e Gavazza - dimostra come quello che un tempo consideravamo semplicemente ‘rifiuto’ può invece diventare una ricchezza. Per questo motivo dobbiamo iniziare a ragionare su una scala di filiera, specialmente per quanto riguarda le biomasse legnose. Un ciclo che partendo dagli scarti delle potature prodotti in agricoltura passi al cippato e arrivi infine alla trasformazione industriale. Il bioetanolo è certamente un’opportunità, ma dall’impianto di Crescentino si ottengono anche biogas, che può essere esportato come biometano, e lignina, un polimero naturale utilizzabile come combustibile nelle caldaie. La riprova di come questa potrebbe essere una nuova vocazione del Piemonte, magari da affiancare alla sfida dell’idrogeno. Non dimentichiamoci, infatti, che oggi dipendiamo per l’85% da approvvigionamenti extraregionali, in particolare fonti fossili. In un momento storico nel quale le importazioni di petrolio e metano sono sempre meno scontate, aumentare la nostra soglia di indipendenza energetica diventa un obiettivo strategico, oltre che una leva di sviluppo capace di creare benessere e nuovi posti di lavoro”.

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