Cronaca
IL RICORDO

Il Chivassese piange il papà dei pub

Pino Berardi ha scritto una pagina importante della storia imprenditoriale locale.

Il Chivassese piange il papà dei pub
Cronaca Chivasso, 19 Febbraio 2022 ore 05:00

Pino Berardi ha scritto una pagina importante della storia imprenditoriale, nel campo della ristorazione e del divertimento, per il Chivassese.

Il Chivassese piange il papà dei pub

«Papà ha imparato il suo mestiere da ragazzo quando ha deciso di lasciare il suo paese d’origine per fare esperienza nel settore alberghiero in diversi paesi europei. - raccontano i figli Silvia e Roberto – Poi è tornato in Italia dove ha gestito un albergo e una discoteca in Valle d’Aosta, erano gli Anni Settanta. Aveva un visione innovativa del settore tant’è che nella discoteca affiancava il servizio di ristorazione».
Nei suoi locali si potevano trovare piatti innovativi come i famosi hot dog o hamburgher, prelibatezze che in quegli anni nessuno serviva in Italia. Ed erano tanti, e non solo giovani, che frequentavano prima l’American Pub a Chivasso e poi il Casanova di Verolengo proprio perché lì sapevano di trovare ottimi piatti e anche ottime bevande.
«Tra le moltissime persone che hanno frequentato questi locali – raccontano i figli – anche noti personaggi dello sport e dello spettacolo». Perché per sedersi al tavolo di questi due pub, stile poi copiato da molti altri imprenditori, le persone arrivavano da ogni dove. Erano, infatti, locali rinomati in tutta la provincia.

La Reggia, la sua grande opera

Poi Pino, una volta conclusa l’esperienza a Verolengo, ha scelto di cambiare genere. Si è tuffato nell’esperienza de La Reggia di Torrazza Piemonte dove era specializzato in banchettistica. Quante cerimonie in questi anni si sono svolte all’interno di quelle splendide sale. Quante coppie hanno festeggiato le loro nozze e quante famiglia gli eventi importanti dei propri figli e nipoti.

La sua passione

«Le sue passioni era l’enogastronomia: vini pregiati e buona cucina – ricordano – E poi le automobili. Quando era più giovane aveva anche la passione per il canto, negli Anni Sessanta partecipò a numerose competizioni canore e vincendo molti premi
Il nostro ricordo è di un papà sempre presente e premuroso, sempre pronto ad ascoltarci. Era il nostro punto di riferimento, il nostro confidente, sapeva darci i giusti consigli. Da quando era diventato nonno, anche con le nipoti. Le faceva giocare, scatenare perché comunque è sempre stato allegro, solare e particolare. Amava trascorrere il suo tempo libero in famiglia, organizzando cene al ristorante o nelle nostre case. Lascia un vuoto grande».

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