Cronaca
VEROLENGO

Il paese piange il fondatore dell'oratorio

Mario Casale è stato un punto di riferimento, per oltre 30 anni, dell’asilo infantile.

Il paese piange il fondatore dell'oratorio
Cronaca Chivasso, 24 Aprile 2022 ore 06:59

Una vita dedicata alla famiglia e al volontariato, le sue due ragioni di vita. E ora che non c’è più, rimangono i tanti ricordi di questo uomo che lavorava in silenzio, sempre lontano dai riflettori.

Il paese piange il fondatore dell'oratorio

Mario Casale, infatti, era un punto di riferimento non solo per i suoi cari ma per l’intera frazione di Casabianca di Verolengo.
«Papà ha lavorato per oltre 40 anni alla Cassa Edili, andò in pensione quando seppe di diventare nonno, nel 2002 - racconta il figlio Amedeo - Avrebbe potuto andare in pensione dopo 35 anni di lavoro ma proseguì sino a quella bella notizia.
Viveva per i suoi nipoti, li ha cresciuti sin da piccoli, e sono proprio loro che oggi soffrono maggiormente la sua scomparsa. Papà è sempre stato presente nella nostra vita. Impossibile dimenticare le cure amorevoli che ha sempre prestato a mia mamma Carla. Lui l’ha sempre seguita, se ne è sempre preso cura nonostante la sua malattia. Non ha mai chiesto nulla a nessuno. Anche quando nell’ultimo anno ha avuto il tumore, lui se ne prendeva cura. E credo che sia stata proprio la scomparsa di mia mamma nel 2019 ad aver portato papà ad ammalarsi».

Una vita per la famiglia

Mario era un uomo che viveva per la sua Carla come lei viveva per lui. Una coppia inseparabile, due punti di riferimento molto importanti per la famiglia.
«Papà è stato un nonno speciale - racconta ancora il figlio Amedeo - In tanti in questi giorni raccontano di quando lo vedevano in sella alla sua bici con il carretto attacco. Spesso lo usava per portare a casa non solo i suoi nipoti ma anche gli altri bimbi di Casabianca che prendevano il pullman per tornare a casa da scuola».
Lui, in sella alla sua bici e il suo carretto sono delle immagini indelebili per gli abitanti della frazione. Caricava l’erba oppure la legna che tagliava.
Ma più di tutto è impossibile non ricordarlo all’oratorio San Grato, quel luogo così importante per la comunità della frazione, che lui stesso ha costruito nel 1979. E’ stato, membro per moltissimi anni del direttivo dell’Oratorio e per oltre trent’anni in quello dell’asilo infantile Virginio Berta. Ancora fino poco tempo fa si occupava delle rette di questo servizio. Un uomo silenzioso che si occupava della manutenzione e dei lavori all’interno di queste strutture. Mario, un uomo di poche parole ma di tante presenze. Lascia un grande vuoto in questa comunità che lo ricorderà anche per la sua passione per l’orto, lui che amava coltivare la frutta e la verdura che poi in casa gustava. Un grande cuore granata, quella passione che ha trasmesso al figlio e ai nipoti.
«Mario era un uomo veramente brillante che ha contribuito a scrivere pagine importanti della storia della nostra comunità. Un uomo che ha sempre fatto del bene senza mai chiedere nulla in cambio. Senza mai voler primeggiare perchè lui faceva tutto perché amava il mondo del volontariato, amava aiutare il prossimo» raccontano le persone che hanno avuto l’onore di trascorrere del tempo con lui.

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