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Iliad ora vuole installare nuove antenne

E' nato un Comitato e una raccolta firme in paese.

Iliad ora vuole installare nuove antenne
Cronaca Chivasso, 06 Dicembre 2020 ore 05:43

Sono pervenute allo Sportello Unico Attività Produttive del Comune due pratiche di installazione di antenne radio base per rete di telefonia mobile da parte della società Iliad Italia S.p.a.

Iliad ora vuole installare nuove antenne

Sono pervenute allo Sportello Unico Attività Produttive del Comune due pratiche di installazione di antenne radio base per rete di telefonia mobile da parte della società Iliad Italia S.p.a. Tali richieste sono relative ad accordi con privati cittadini che hanno dato disponibilità dei propri terreni alla società: un terreno si trova in strada Pratoverne, l’altro in strada Pogliani. Quando queste pratiche sono arrivate sulla sua scrivania, il sindaco Giovanni Ponchia ha espresso forte preoccupazione per la questione.

L’intervento del sindaco

«E’ logico che nessuno vorrebbe antenne nel proprio paese, ma non si può fare diversamente – riferisce il sindaco Ponchia – La questione è che una normativa nazionale ci tiene “le mani legate” perchè equipara le antenne ad opere di urbanizzazione di interesse pubblico necessarie, quindi non si possono impedire ma vanno anche rispettati i regolamenti comunali sulle loro localizzazioni». E l’Arpa, l’agenzia per la protezione ambientale, ha dato parere favorevole a queste nuove antenne. «Ho mandato una contestazione all’Arpa chiedendo di rivalutare la posizione di queste antenne, e, perchè no, anche di utilizzare antenne già esistenti – riferisce Ponchia – Chiediamo che queste antenne devono essere prioritariamente installate su aree di proprietà comunali individuate come attrazione primaria dal nostro piano regolare di telefonia mobile approvato nel 2008. In primo luogo i terreni comunali si trovano in posizioni che hanno un minor impatto ambientale sull’abitato (tipo nel cimitero, nelle aree industriali e artigianale, la torre dell’acquedotto). In secondo luogo i terreni comunali possono dare un affitto e quindi un vantaggio per tutta la comunità e non unicamente ai singoli che riceverebbero un affitto annuale per svariati anni anche alto (come un 6 mila euro)». Ha già contattato le persone interessate al progetto? «Certo – risponde Ponchia – ho già contattato sia telefonicamente che per iscritto i responsabili della società Iliad per invitarli a rivedere il posizionamento delle antenne in quanto non condivise. Ho pure parlato con i proprietari dei terreni che non sono interessati a capire il mio parere ma probabilmente qualche professionista li ha consigliati male». C’è poi un altro aspetto della questione, il buon vicinato. «Occorre pensare ai danni arrecati ai cittadini dei terreni confinanti – spiega Ponchia – Soprattutto la proposta di installare l’antenna in strada Pogliani è vergognosa. Si tratta di installarla in un piano esecutivo convenzionato (P.E.C) che va a nuocere terreni edificabili che perderanno valore. Per non parlare della svalutazione degli immobili presenti in zona. I confinanti chiederanno conto perchè ricordiamoci che il Comune non può scavalcare l’interesse pubblico di queste antenne ma il privato può non dare disponibilità del proprio terreno se questo arrecherà danno al vicino». In questo contesto, ha senso una petizione dei cittadini, può servire a qualcosa? «Si» risponde Ponchia.

Nasce un comitato e una raccolta firme

«Non vogliamo che il nostro paese sia ricordato come il “paese delle antenne e delle discariche”». A parlare sono due cittadine, Gianrenza Piana e Ilaria Bordignon, che insieme hanno creato un comitato spontaneo di cittadini proponendo una raccolta firme per dire «no» all’arrivo delle antenne di telefonia mobile a qualche metro dalle loro case, l’una in strada Pratoverne, l’altra in strada Pogliani. «Che arrivi un ripetitore a pochi passi dalle nostre case, confinante con i nostri terreni, è vergognoso- riferisce Ilaria Bordignon- E’ vergognoso perchè abbiamo già cinque ripetitori in paese sia sui terreni privati che comunali, quindi siamo forniti di linee di telefonia mobile e non ce n’è altro bisogno. Inoltre, abbiamo discariche poco lontano da casa, cosa vogliamo ancora fare per rovinare la nostra salute? La società ha contattato i privati prima che il Comune, questo non tutela il paese. Il Regolamento Comunale indica che i terreni comunali per l’installazione di queste antenne hanno minor impatto ambientale che quelli privati, essendo più lontani dalle case. Ora, sono contraria all’installazione di queste antenne, sia sui terreni privati che comunali, ma, dico, nella peggior delle ipotesi, nel caso in cui non si possa fermare questi impianti in quanto autorizzati dalle normative nazionali, non sarebbe meglio installarli sui terreni comunali?». A che cosa serve, la petizione? «La petizione- riponde Gianrenza Piana- almeno di 250 firme serve a chiedere al Comune il diniego all’installazione di queste due antenne nel nostro paese. Ed inoltre, la nostra petizione serve a chiedere al Comune un diniego alle tecnologie 5g nel nostro paese, non è infatti escluso che queste antenne possano passare a 5g. La petizione viene depositata in Comune per avere un parere del consiglio comunale, nel caso il parere sia favorevole, ne deriva una delibera di consiglio che rappresenta un importante atto pubblico che può essere trasmesso all’Arpa e alle persone interessate al progetto per sensibilizzarle a fare un passo indietro. La petizione può essere firmata presso i negozi Zia Patu, Pianeta Verde, Macelleria Menso». Una precisazione finale. «Il comitato spontaneo- conclude Piana- è apolitico. Non è supportato da consiglieri comunali, pertanto non c’è alcuna strumentalizzazione politica. Supportiamo il sindaco Ponchia che sin da subito si è attivato per dire che queste antenne non sono fattibili».

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