I primi post nel 2017

Insulta i carabinieri su Facebook: donna di Cavagnolo denunciata per Vilipendio

Nei guai una 46enne.

Insulta i carabinieri su Facebook: donna  di Cavagnolo denunciata per Vilipendio
Chivasso, 21 Novembre 2020 ore 05:13

Insulta i carabinieri su Facebook: donna di Cavagnolo denunciata per Vilipendio. I primi messaggi su facebook hanno preso il via nel 2007.

Insulta i carabinieri su Facebook

Il suo profilo su Facebook, accessibile a tutti ma ovviamente creato con un nome falso, è ora un tripudio di immagini del Piemonte, panorami dei luoghi più belli del mondo, inviti a rispettare gli animali e la natura e qualche vignetta.
Anche le foto descrivono un ambiente quasi «fatato», tra gatti (tanti, tantissimi), cantanti famosi e piatti appena cucinati. Eppure, Laura, 46 anni, di Cavagnolo, ha trascorso gli ultimi anni a lanciare, sempre sui social, accuse pesantissime contro i carabinieri e le forze dell’ordine, tanto da meritarsi una denuncia per «Vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle Forze Armate», regolamentato dall’articolo 290 del Codice Penale. Non c’è più il carcere (fino al 2006 si rischiava una reclusione da sei mesi a tre anni), ma la donna rischia comunque una multa da mille a cinque mila euro.

Accuse pensanti

I militari della Stazione di Cavagnolo e della Compagnia di Chivasso, guidati dal Capitano Luca Giacolla e dai Marescialli Sabino Massa e Gianni D’Angelo, hanno messo insieme un repertorio di insulti pubblicati sia sul profilo della donna che sui vari gruppi legati al Comuni della Collina, commenti come detto in buona parte visibili a chiunque ancora oggi.

Alcuni messaggi…

Scorrendo la sua bacheca, ripetiamo, «pubblica», si possono trovare post come «Scommetto un flacone di gel disinfettante che col freddo ci saranno ben pochi carabinieri/vigili/protezione civile e co. in giro a fare controlli. Finché faceva caldo, si divertivano di più a uscire per strada che a stare al chiuso: adesso diventeranno molto meno zelanti», ancora «A Cavagnolo ci sono i carabinieri che fermano i pochi bambini che fanno “dolcetto o scherzetto” alle 5 del pomeriggio. Ecco a cosa servono i carabinieri!».
Quasi un ossessione, le divise, per Laura, che il 31 ottobre scrive: «Chiudono le scuole se un bambino risulta positivo. E le palestre perché potrebbero essere focolai di contagi. Ma com’è che non chiudono mai questure e caserme? Possibile che nessun carabiniere, soldato, vigile, poliziotto sia positivo o contagioso?».
Poche settimane prima, il 12 ottobre, altre parole in assoluto disprezzo: «Domandina per i carabinieri e i vigili: ma se io, quando cammino di buon passo, vado più veloce di uno che fa una corsetta leggera, la mia va intesa come attività motoria o come attività sportiva? Inoltre (questa per un carabiniere è difficilissima): il nordic walking come va considerato? Illuminatemi».
Difficile pensare alla «libertà di opinione», davanti a frasi come questa, soprattutto se si arriva i post di giugno, quando nei confronti dell’Arma Laura G. ha scritto parole irripetibili e gravemente lesive. E’ più un’ossessione, anche perché i primi commenti sprezzanti rintracciabili sul web risalgono addirittura al 2017.

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