Se un anno fa Caterina Greco, consigliera della Città Metropolitana di Torino delegata all’istruzione, aveva annunciato il «salvataggio» dell’Istituto «Ubertini» di Caluso (su cui pendeva la scure dei tagli legati al dimensionamento scolastico), appena pochi mesi fa, il 21 luglio per essere precisi, la strada sembrava tracciata ancora in tal senso.
Istituto Ubertini, la sede “spezzettata” tra Martinetti e Newton
«La Città Metropolitana di Torino – si legge in un comunicato stampa ancora disponibile sul sito dell’ente – non proporrà alcun accorpamento delle scuole non condiviso per l’anno scolastico 2026-2027.
Un principio ribadito dal vicesindaco di Città metropolitana di Torino Jacopo Suppo e dalla consigliera Greco, nel corso della Conferenza metropolitana sulla programmazione scolastica, convocata online il 18 luglio.
E’ stato sottolineato che Città Metropolitana di Torino ha il compito di istruire le pratiche per tutti gli istituti – sia quelli superiori di propria competenza che quelli del primo e secondo ciclo – in materia di dimensionamento, sulla base di un atto annuale del Consiglio regionale del Piemonte che detta gli indirizzi e i parametri da seguire nel rispetto delle norme nazionali».
Il provvedimento legato al «dimensionamento scolastico» richiesto dal Governo
Peccato che nella giornata di ieri, martedì 25 novembre, pur mancando l’ufficialità sia arrivata una doccia fredda che di fatto cancella quasi 160 anni di storia: è vero, le scuole restano, a cambiare sarebbe solo la «presidenza», ma per l’Ubertini perdere l’autonomia non è certo una cosa da poco.
Il nuovo «dimensionamento scolastico» piemontese, annunciato in Regione alla presenza di Città Metropolitana e dei Comuni coinvolti, vedrebbe infatti l’Ubertini «spacchettato» in due realtà distinte: l’alberghiero e l’agrario passeranno al «Newton» di Chivasso e al «Martinetti» di Caluso, con l’indicazione di Caluso con Caluso e Chivasso con Chivasso, pare senza considerare i singoli corsi (agrario, alberghiero, gestione delle risorse forestali e montane…).
Anche se, come detto, manca l’ufficialità, i giochi sembrano essere fatti anche perché a fine ottobre il Ministero dell’Istruzione del Merito aveva imposto alla Regione di provvedere autonomamente al dimensionamento della rete scolastica per l’anno scolastico 2026/2027 entro il 30 novembre, e appare abbastanza improbabile che da oggi a domenica ci sia un passo indietro di tale portata.
Per carità, è ancora possibile, ma dato che le cose, come tutti sanno, non possono che peggiorare, la paura di tutti è che la «scusa» del dimensionamento (legato alla fisiologica diminuzione degli iscritti) si traduca nella chiusura della sede di Chivasso dell’alberghiero (appena rinnovata con forti investimenti di Città Metropolitana), dato che Caluso offre gli stessi corsi in una cucina rinnovata da poco. E che ne sarà dell’Istituto di via Ajma? Per assurdo (ma con altri lavori) potrebbe ospitare quel Liceo Musicale il cui progetto è svanito nel nulla, oppure dare respiro all’Europa Unita piuttosto che al Newton.
Il commento di Caterina Greco, consigliera della Città Metropolitana di Torino
«Bisogna fare un passo indietro – spiega Caterina Greco – perché (CMTO non aveva deliberato in merito) la Regione Piemonte ha istituito una commissione tecnica per avviare i dimensionamenti in caso di obbligo, con l’indicazione del Ministero che in caso contrario gli Enti dovranno restituire i fondi del PNRR. Lo ha ribadito più volte, durante l’incontro, l’assessore regionale Elena Chiorino. La Commissione è stata istituita il 17 novembre e ha lavorato per capire se sulle ipotesi degli ultimi tre anni ci fossero proposte più vicine a quei criteri. E tra dieci dimensionamenti ne ha proposti sette, anzi, ne farà sette, tra cui l’Ubertini di Caluso che andrà al Martinetti e la sede di Chivasso che andrà al Newton».
Per il Comune di Caluso ha partecipato alla riunione la consigliera con delega all’istruzione Mariella Settia, che ha rimarcato la contrarietà dell’amministrazione guidata dal sindaco Maria Rosa Cena: «L’Ubertini fa parte del nostro territorio, un binomio con il nome di Caluso. In caso di dimensionamento la scuola non avrebbe più l’attrattiva attuale, aumentata negli anni, né riuscirebbe a mantenere la propria identità. Un anno fa eravamo tutti contrari, e lo siamo ancora. La nostra proposta resta valida, ovvero aggregare ciò che resterà dell’Ubertini con un altro istituto professionale della zona, non con il Martinetti».
«Purtroppo non abbiamo voce in capito – spiega Claudio Castello, sindaco di Chivasso – come Comune non possiamo far altro che attenerci alle decisioni altrui».
Al momento sono calendarizzate altre due riunioni a partire dal 27 novembre, mentre per oggi, mercoledì 26, è in programma un presidio dei sindacati davanti a Palazzo Lascaris, a Torino, sede del Consiglio Regionale.