Cronaca
LAVORO IN TEKSID

La città piange Romano, amante di bici e armi

Di origini emiliane, è arrivato tra le risaie piemontesi quando era ancora bambino insieme ai suoi genitori.

La città piange Romano, amante di bici e armi
Cronaca Vercellese, 29 Gennaio 2022 ore 05:57

Per tutti era Rumanin, quell’uomo piccolino, originario di Fiorenzuola d'Arda, in Emilia Romagna, che ha trascorso i primi anni della sua vita tra Piacenza e Centovera.

La città piange Romano

Romano Scaravaggi, nato il 21 giugno del 1940 in una famiglia contadina, è giunto in Piemonte proprio con mamma, papà e il fratello più piccolo Mario per lavorare nelle campagne. La famiglia di Romano ha cambiato diverse cascine trovando poi una collocazione stabile a Costanzana, dove i suoi genitori hanno vissuto fino alla fine della loro vita.
Romani, invece, quando ha conosciuto Elisa, si è trasferito a Crescentino perché era stato assunto come operaio metalmeccanico nello stabilimento Teksid di Crescentino dove ha lavorato per gran parte della sua vita.
Nel 2001 si è trasferito con la sua famiglia in frazione San Genuario. Lui era contentissimo di avere una casa con il cortile e l'orto. Aveva stretto amicizia con tutti nella frazione, e quando c'era da aiutare qualcuno non si tirava mai indietro.

Amante di bici e armi

Nel suo curriculum anche l’esperienza di guardiacaccia. Era un appassionato di armi, hobby che gli è rimasto al punto che fino ad alcuni anni fa andava regolarmente a sparare al poligono. Impossibile da dimenticare che ha lavorato per sette anni in un cantiere in Africa, in Nigeria.
«Di questo amava raccontare (a sfinimento) a tutti i suoi e nostri amici e parenti, perché quegli anni gli erano rimasti nel cuore. - ha raccontato la figlia Chiara - Era poi tornato per stare vicino a noi». Tra i suoi passatempi c’erano poi la bicicletta da corsa, le armi, i cruciverba nonché adorava riparare qualsiasi cosa.
Romano aveva studiato dai salesiani, era molto devoto a Don Bosco e per poco tempo ha anche insegnato meccanica in una scuola salesiana.

Un uomo solare

«Aveva un carattere solare, adorava parlare e raccontare, aveva poca pazienza ma un cuore enorme. - spiega ancora la figlia - In questi giorni chiunque mi scriva, ricorda la sua bontà d'animo e la sua generosità. Ci sarebbero milioni di cose da dire, ma per quello scriveremo poi un libro».
Con la sua scomparsa, all’età di 81 anni all’ospedale civico di Chivasso, lascia una grande vuoto nella vita della moglie Elisa Bettetto, i figli Marco, Irene con Gianni, Chiara con Paolo, i cari nipoti Alessio, Andrea, Siria e Gabriele, la cognata Franca con Stefano.
Il funerale è stato celebrato lunedì scorso nella chiesa parrocchiale di Crescentino.

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