GIUDIZIARIA

La legalità a Chivasso paga: 100 mila euro di risarcimento

Per le vicende giudiziarie Minotauro - Colpo di Coda e l’abuso edilizio in via Mezzano.

La legalità a Chivasso paga: 100 mila euro di risarcimento
Chivasso, 09 Luglio 2020 ore 14:39

“La cultura della Legalità a Chivasso paga”. Un risarcimento di 80.500 euro per Minotauro – Colpo di Coda e 20.000 euro per l’abuso edilizio in via Mezzano con abbattimento dell’immobile.

La legalità a Chivasso paga

A gennaio del 2012, il sindaco Gianni De Mori, il Consiglio Comunale di Chivasso approva con 14 voti favorevoli la mozione avente ad oggetto “Impegno per il Comune di Chivasso a costituirsi parte civile nei processi per mafia”.
Dopo le operazioni “Minotauro” e Colpo di coda, la città è scioccata dalla vastità del fenomeno mafioso messo alla luce dai Carabinieri e vuole reagire in maniera energica e determinata.
L’anno seguente, con il sindaco Libero Ciuffreda, l’Amministrazione comunale si costituisce parte civile nei processi di ‘ndrangheta e contestualmente promuove un progetto per la diffusione della cultura della legalità, attraverso una serie di interventi che hanno l’obiettivo di coinvolgere la popolazione, i giovani della città, le associazioni di volontariato e gli studenti delle scuole chivassesi.
L’adesione ad Avviso Pubblico, alla Carta di Pisa, la costituzione della Consulta della Legalità, l’istituzione della Libera Università della Legalità, le indagini sul grado di penetrazione di fenomeni mafiosi nel tessuto cittadino e nelle attività produttive, le manifestazioni in memoria delle vittime delle mafie e le azioni per la formazione permanente sui temi dell’anti corruzione per i dipendenti pubblici e per gli amministratori sono la risposta che la società civile mette in campo per conoscere e contrastare i modelli culturali che hanno consentito, anche nel nostro territorio, il diffondersi della criminalità organizzata.
Legalità è ancora la parola d’ordine con cui prosegue, con il sindaco Claudio Castello, già assessore nelle precedenti amministrazioni, la battaglia cittadina per impedire ed arginare quei fenomeni sui quali prosperano le attività illecite che danneggiano pesantemente le attività economiche e produttive locali.
Con le azioni intraprese non si vuole, però, solo compiere un’azione per rafforzare nell’opinione pubblica e nei giovani il concetto di democrazia e di rispetto delle regole, si vuole trovare un modo per partecipare in modo attivo a questa lotta, con risultati concreti e tangibili.

100 mila euro di risarcimento

Così, in questi giorni, giungono all’Amministrazione comunale delle buone notizie che ripagano tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e hanno profuso un grande impegno nel realizzarlo. Dai processi Minotauro e Colpo di coda, le deliberazioni del Ministero dell’Interno hanno riconosciuto al Comune un ristoro per le spese legali di oltre 80.000 euro, mentre altri 20.000 euro vengono dal processo per l’abuso edilizio in via Mezzano. Anche in quest’ultimo caso il Comune si era costituito parte civile.
Il sindaco Claudio Castello commenta soddisfatto: “Con questi risarcimenti i chivassesi possono vedere come la lotta alla criminalità organizzata si può condurre, anche, con gli strumenti messi a disposizione del nostro sistema giudiziario e democratico. Tornano nel bilancio del Comune oltre 100.000 euro da mettere a disposizione della nostra collettività. E’ evidente che lavorare per educare alla legalità ed al rispetto delle regole è un importante investimento culturale a beneficio del futuro dei nostri giovani. Un futuro che deve preparare la società a creare gli anticorpi necessari a respingere e proteggere la nostra organizzazione sociale dagli attacchi sempre più insidiosi della criminalità organizzata e del malaffare. In Italia, purtroppo vi è ancora uno spirito di mafiosità diffuso, una corruzione inaccettabile ed imbarazzante nella pubblica amministrazione e nella politica. Una situazione che non ci fa onore e che porta gli investitori lontano dai nostri territori. Dobbiamo ancora impegnarci molto ma i risultati alla fine ci sono, come in questo caso.

Le parole del sindaco

“Per quanto riguarda l’abuso edilizio di via Mezzano, si tratta di una pena severa per i due condannati ma giustissima alla luce della gravità della condotta che è andata avanti per moltissimi anni in completo disinteresse per tutte le varie ordinanze disposte dal Comune – dichiara il Sindaco di Chivasso Claudio Castello -. Per anni, a causa di delinquenti che hanno agito nell’illegalità, l’immagine del nostro Comune è stata distrutta e deteriorata non solo agli occhi dei nostri cittadini ma anche al di fuori dei nostri confini. Da sempre, ed in continuità con l’amministrazione che mi ha preceduto, abbiamo cercato di diffondere la cultura della Legalità e per questo motivo reputo giusta la sentenza del Tribunale di Ivrea. Un particolare ringraziamento alla Forze di Polizia Municipale ed ai nostri Carabinieri senza i quali la giustizia non avrebbe trionfato”

Minotauro e Colpo di coda

Con le Delibere 177- 178- 179 del 27 maggio 2020, il Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti istituito presso il Ministero dell’Interno ha accolto le tre domande di accesso al fondo di solidarietà presentate dall’Amministrazione comunale di Chivasso per il ristoro delle spese legali sopportate dal Comune per la costituzione di parte civile nei procedimenti “Minotauro” e “Colpo di Coda”, nella misura liquidata dalle rispettive sentenze.
Le somme che saranno erogate a favore della Città di Chivasso saranno: € 38.064,00 per i due gradi di giudizio del procedimento “Minotauro”, € 13.639,60 per i due gradi di giudizio del procedimento “Colpo di Coda” (giudizio abbreviato) e € 28.890,58 per i due gradi di giudizio del procedimento “Colpo di Coda” (giudizio ordinario).
La CONSAP s.p.a, società concessionaria dei servizi pubblici assicurativi che gestisce i fondi, ha già richiesto con PEC del 6 luglio u.s. il numero di Conto Corrente del Comune su cui effettuare l’erogazione di tali somme così come previsto dall’atto di concessione per la gestione del Fondo di solidarietà.

Abuso edilizio

Il Tribunale di Ivrea dà ragione al Comune di Chivasso. Con una sentenza del Giudice Elena Stoppini, due chivassesi sono stati infatti condannati ad un anno di reclusione a testa ed al pagamento di un’ammenda di 10 mila euro, sempre a testa, per abuso edilizio. Inoltre il Tribunale ha liquidato in favore del Comune di Chivasso, costituitosi parte civile nel processo, un risarcimento provvisionale di 20.000 € e disposto l’abbattimento dell’immobile abusivo, situato in via Mezzano e costruito su un’area agricola.
La vicenda risale a settembre 2015 quando dopo diversi sopralluoghi da parte della Polizia Municipale e dei Carabinieri, l’Ufficio Tecnico aveva appurato che la costruzione non aveva alcun titolo edilizio nè istanza di sanatoria ed essendo costruita in zona non edificabile non rispettava il vigente Piano Regolatore.

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