a brandizzo

L’addio all’artista Infantino

Era un amante della vita e si dilettava anche a scrivere poesie, sempre da autodidatta.

L’addio all’artista Infantino
Chivasso, 11 Ottobre 2020 ore 06:31

E’ morto Giuseppe Infantino, un uomo e pittore molto apprezzato da tutti. Era nato in Calabria, a Palmi e a quella terra era rimasto molto legato.

Addio a Infantino

«Tutti i bambini sono degli Artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi».
Con questa frase di Pablo Picasso, l’artista e pittore Giuseppe Infantino ha voluto salutare tutti coloro che lo conoscevano e che hanno potuto apprezzare sia le sue doti umane che quelle professionali.
Infantino è mancato nei giorni scorsi, all’età di 80 anni: molto conosciuto e apprezzato a Brandizzo, sono state molte le persone che si sono ritrovate, lo scorso sabato, per porgergli l’ultimo saluto.

Le sue origini a cui era rimasto molto legato

Era nato in Calabria, a Palmi e a quella terra era rimasto molto legato.  Un amore profondo il suo che emergeva in molte sue opere. Amante dell’Arte sin da giovanissimo e da autodidatta si era avvicinato alla pittura poco più che bambino. Era emigrato a Milano dove svolgeva la professione di sarto e frequentava, a Brera, il bar Jamaica.
Un locale in cui si ritrovavano pittori, scrittori e poeti insomma, un luogo in cui di Cultura che ha ospitato artisti di fama internazionale. Infantino si spostò a Torino dove lavorò come modellista nel Gruppo Finanziario Tessile.
Da quel momento visse a Torino sino agli inizi degli Anni Duemila quando si trasferì a Brandizzo. La sua professione lo portò, sin da giovanissimo, a vivere esperienze lavorative in molte città tra cui Firenze e Parigi. Esposte le sue opere in mostre personali, ma anche in collettive. Infantino ha abbracciato tutto quello che è pittura, ha anche realizzato delle sculture in creta e in ferro battuto.

Il ricordo del figlio

«Mio papà – dice il figlio Donato – ha realizzato tutto quello che si può fare nell’arte. Non ha perso un solo giorno, ma si è dedicato sino alla fine all’arte.
Ha lasciato un quadro incompiuto che raffigura degli aquiloni, un’opera che noi custodiamo gelosamente. Si tratta di un discorso legato all’infanzia e alla Calabria, sua terra di origine che è sempre stata presente nelle sue opere. Negli ultimi anni ha raffigurato dei volti di donna e anche questi soggetti avevano i tratti delle donne del sud Italia. Era anche un pitture figurativo. Mio papà era conosciuto anche all’estero.
La sua pittura ha affrontato vari periodi.
Era conosciuto per essere il pittore dei muri tipici del meridione. Poi spaziava alle figure astratte piuttosto che alle chitarre del Sud America.
I suoi dipinti erano realizzati con acquerello, olio e gesso». Oltre ad essere legatissimo alla sua terra d’origine lo era anche alla famiglia. Aveva un amore viscerale per la moglie Fortunata, i figli Ornella e Donato, la sorella Carmela i nipoti, il genero e la nuora.
Un uomo amante delle tradizioni, quelle “sane e belle”. Lui era un’esteta e come tale un vero cultore del bello.
Infantino era un papà che non ha mai fatto mancare nulla alla famiglia e ha cercato di insegnare ai suoi figli “la voglia del bello”.
Era un amante della vita e si dilettava anche a scrivere poesie, sempre da autodidatta.
Con la morte di Giuseppe Infantino tutti noi abbiamo perso un cultore dell’Arte, un uomo con il gusto estremamente raffinato che è riuscito nella vita a vivere l’Arte nella sua essenza.

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