MONTANARO

L’addio all’impresario edile che amava i cavalli e la natura

Era attivo in paese, anche durante il Carnevale partecipava come volontario

L’addio all’impresario edile che amava i cavalli e la natura
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Di lui resterà sicuramente un ricordo bello fra coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Di Marino Bassino, mancato all’età di 61 anni, nessuno dimenticherà quella sua caratteristica di grande umanità che anche sul lavoro lo contraddistingueva.

L’addio all’impresario edile

Marino è stato un impresario edile e nella sua azienda di via Solferino ha investito tutte le sue forze tant’è che ha trasmesso al figlio Federico il suo stesso mestiere. Un’attività a conduzione famigliare cresciuta nel tempo che si è estesa al di fuori dei confini del suo paese. Ristrutturazione e conservazione degli immobili, nuove costruzioni sia pubbliche che private, coperture e montaggio di ponteggi, tante sono state le opere che ha realizzato nel corso degli anni sia a Montanaro che in altri paesi. Nonostante la concorrenza nel settore di questo tipico mestiere che in passato ha dato lustro al paese, Marino ha saputo conquistarsi un posto di privilegio.

Volto del volontariato

Al di là del suo lavoro, quest’uomo è stato sempre presente nel volontariato. All’interno de «I Cavalieri del Torrente Orco, Lj mai à pè dl’èva d’or (I mai a piedi dell’acqua d’oro)» era una presenza fissa.

«Marino era uno dei più affiatati del nostro gruppo di volontari, amanti dei cavalli e della natura - riferisce l’amico Davide Nicola - Sempre attento, puntuale, disponibile, mai banale nel modo in cui raccontava le vicende con i suoi adorati cavalli. Non aveva mai voluto assumere un incarico all’interno del direttivo de «I Cavalieri del torrente Orco» perché non gli piaceva apparire, voleva vivere lontano dai riflettori. Però, in realtà, faceva tutto lui. Era immancabilmente il primo ad organizzare gli eventi, condivideva con noi la passione per l’equitazione ma amava pure stare in buona compagnia. Era un grand’uomo. Bravissimo. Una delle più belle feste che organizzava era il Gioco dell’Oca. Lui era capace di preparare questo evento in ogni minimo dettaglio. Era lui che contribuiva al buon esito di questa manifestazione sempre molto partecipata dalla gente. In questi ultimi tempi, quando lo incontravo, ancora mi diceva: «Non facciamo più niente?».

Gli sarebbe piaciuto ricominciare a dare vita a questo gruppo perso nel tempo ma che aveva regalato al paese eventi unici. E, comunque, ancora adesso, Marino continuava a collaborare nel volontariato locale. In occasione del Carnevale di Montanaro, non mancava mai di andare a fare cuocere i fagioli che poi i coscritti distribuivano alla popolazione. Era presente ogni anno. Il primo a dare una mano. Ci hai lasciato troppo presto, mi mancherai Marino».

E quest’uomo resterà nel cuore di tutti coloro che gli hanno voluto bene, lui che ha voluto un bene infinito ad una persona che è stata la ragione della sua vita: la moglie Carla. In paese lascia un gran vuoto per l’esempio che ha dato di una vita interamente dedicata al lavoro e alla famiglia, ed ancora tanti i progetti che aveva per il futuro.

I funerali si sono svolti venerdì 1 dicembre a Montanaro.

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