a chivasso

Lavoratori senza Green Pass: «Molti sono costretti a mangiare nei parcheggi»

Sulla questione intervengono i sindacalisti che attendono ancora un tavolo per il confronto

Lavoratori senza Green Pass: «Molti sono costretti a mangiare nei parcheggi»
Cronaca Chivasso, 12 Settembre 2021 ore 07:39

Green Pass richiesto nelle mense. Ma chi non ce lo ha, cosa mangia e dove pranza?
La situazione è diversa a seconda dell’azienda alla quale si pone questa domanda. Diverse sono le politiche messe in atto in queste settimane dalle società.

Lavoratori senza green pass, dove mangiano?

E se in alcuni casi i lavoratori sono obbligati a dover consumare il proprio pasto all’esterno, senza un tavolo o una sedia, ad Amazon la situazione è ben diversa.
La società di Jeff Bezos che ha un sito a Torrazza Piemonte e un altro a Brandizzo ha previsto un servizio anche per coloro che non sono in possesso del certificato verde.
L’azienda infatti spiega: «Come previsto dal decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, per accedere alle mense aziendali presenti nei nostri centri di distribuzione dovrà essere esibito il Green Pass. Chi non è provvisto di Green Pass, potrà consumare il pasto della mensa, o eventualmente portarlo da casa, nelle aree dedicate».
Situazione confermata dalla sindacalista della Cgil Alfonsina D’Onofrio che spiega: «L'azienda è talmente grande che ha organizzato la mensa per i detentori di Green Pass e Break Room per tutti coloro che sono sprovvisti di pass».
Insomma, Amazon ha pensato ai suoi dipendenti che per vari motivi hanno deciso di non sopporsi alla vaccinazione Covid19 nonostante l’azienda si fosse attivata allestendo un proprio hub.

C'è chi mangia un panino nel cortile

«Esclusa un’azienda di San Benigno Canavese, tutte le altre aziende hanno applicato il Green Pass - dice Luca Pettigiani della Fiom Cgil - Come tutte le aziende sul territorio nazionale anche qui sono stati bloccati gli accessi ai lavoratori non muniti del Green Pass. Ad oggi, non tutte le aziende possiedono degli spazi per poter permettere ai lavoratori non muniti del Green Pass di poter consumare il pasto. Nella stragrande maggioranza dei casi infatti i lavoratori consumano il pasto (sacchetto con panino), ma non hanno spazi per fruirne in sicurezza. La mensa è un diritto conquistato dai sindacati, e per coloro che non hanno il Green Pass dovrebbero poter contare su spazio per il pasto in piena sicurezza. Per quanto riguarda il Pichi, le aziende presenti su quell’area stanno ragionando per poter posizionare una tensostruttura, nel rispetto delle norme per la sicurezza a disposizione dei lavoratori.
Alla Chind invece solo un’azienda sta aspettando che vengano prese delle decisioni a livello nazionale, un’altra azienda invece che conta al suo interno un numero molto basso di lavoratori non vaccinati sta gestendo in maniera autonoma la situazione.
Alfonsina D’Onofrio è sulla stessa linea di Pettigiani e afferma: «Il 90 per cento delle aziende chiede il Green Pass e le persone si ritrovano a mangiare il panino sotto un albero nel piazzale, non ci sono spazi ad hoc per poter ospitare chi non è vaccinato. Al di là della mensa, è un diritto dei lavoratori che venga garantita la condizione di poter consumare il pasto in un luogo idoneo. Credo che in alcuni casi l’assembramento si crei maggiormente quando si consuma il pasto all’esterno perchè si formano dei capannelli che non nei locali mensa.
Poi, adesso il clima permette di rimanere all’esterno, ma tra qualche mese la situazione sarà nettamente differente e non credo che si possa accettare tutto ciò.
A Chivasso, solo un’azienda in seguito al primo lockdown, ha messo in atto alcune disposizioni come il plexiglass per dividere le postazioni e la distanza tra persone e quindi oggi permette di mangiare i propri dipendenti all’interno del locale mensa sia che se si trattino di possessori della carta verde che in caso contrario».