al cimitero

Le tombe di chi ha fatto la storia di Chivasso sono quasi abbandonate

Degradato anche l’intonaco del Famedio.

Le tombe di chi ha fatto la storia di Chivasso sono quasi abbandonate
08 Novembre 2020 ore 06:58

I cognomi sulle tombe (Nazzaro, Berruti, Cosola…) sono quelli che i chivassesi hanno imparato a conoscere camminando tra le vie.
Personaggi illustri, uomini che (nei secoli) hanno fatto e segnato la storia della nostra città.

Le tombe quasi abbandonate

Una città che si dimostra però dalla memoria corta, almeno stando al profondo degrado in cui versano molte quelle tombe.
Un paio, quelle che ospitano la famiglia del pittore Demetrio Cosola e quella di Giuseppe Berruti (medico, fondatore dell’ospedale Maria Vittoria di Torino) e di suo padre Giovanni Battista sono state restaurate a cura del Rotary Club di Chivasso, ma nel primo caso la lapide è quasi impossibile da leggere e nel secondo l’intonaco degradato e la presenza di vecchio fiori di plastica stonando con l’imponenza del busto e del bassorilievo.

La croce di marmo spezzata

Proseguendo tra le tombe del cimitero di via Favorita, è impossibile non notare quella (la croce di marmo spezzata non è certo indice di molta cura) in cui riposano Ernesto Nazzaro e suo suocero Giovanni Podio, quest’ultimo pasticcere e «papà» dei Nocciolini, da lui creati intorno al 1850. Stando alle cronache, Nazzaro portò i Nocciolini all’Esposizione Universale del 1900, a Parigi, e a quella di Torino del 1911. I Nocciolini ottennero un successo enorme, tanto che nel 1904 Nazzaro ottenne il brevetto col relativo marchio di fabbrica rilasciato dal ministero del commercio del Regno d’Italia.
L’elenco prosegue con il sepolcro in cui riposa Enrico Mazzucchelli, sindaco di Chivasso a fine ‘800, e, addirittura, con il «Famedio» che ospita le lapidi con i nomi dei personaggi illustri dell’intera storia della città, dai tempi dei Marchesi Paleologi.
Eppure, basterebbe così poco per onorare la loro memoria…

Food delivery
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità