CHIVASSO

L’ex Convento di via del Collegio rischia di finire di nuovo all’asta

In tribunale ad Ivrea il fallimento dell’Immobiliare Sant’Andrea.

L’ex Convento di via del Collegio rischia di finire di nuovo all’asta
Cronaca Chivasso, 20 Febbraio 2021 ore 06:00

Clamoroso: l’ex Convento di via del Collegio di Chivasso rischia di finire per la seconda volta all’asta. In tribunale ad Ivrea il fallimento dell’Immobiliare Sant’Andrea.

L’ex Convento rischia di finire di nuovo all’asta

Una maledizione, oppure una versione chivassese de «La caduta della casa degli Usher» di Edgar Allan Poe. Manca la profonda pozza d’acqua nera, ma potrebbe essere solo questione di tempo.
Non ci sono altri termini per spiegare quanto sta accadendo in via del Collegio, tra le arcate e le stanze dell’ex Convento di San Bernardino che, nei sogni di Mario Bonardo, avrebbe dovuto trasformarsi in un hotel a cinque stelle degno di star e sceicchi.
La cronaca parla invece di strascichi giudiziari, di un fallimento, di una struttura che esattamente dieci anni fa (il 18 febbraio 2001 per essere precisi) era stata acquistata all’asta dall’Immobiliare Sant’Andrea amministrata da Pierluigi Caramellino, 56 anni, di Casalborgone. Se l’era cavata con un’offerta di un milione e 357 mila euro: una cifra considerevole, ma nettamente più bassa rispetto alla stima iniziale con cui era stato proposto l’Hotel, pari a più di cinque milioni di euro. Al metro quadrato, gli sarebbe costato di più un pollaio.
Ora, salvo (purtroppo improbabili) colpi di scena, la storia rischia di ripetersi.
Dal sito del Tribunale di Ivrea si scopre infatti come l’Immobiliare Sant’Andrea sia stata dichiarata fallita lo scorso 15 dicembre, con curatore Paolo Cacciari e prossima udienza fissata per il 23 aprile.
Il rischio, tutto meno che remoto, è che l’ex Convento (sul mercato immobiliare a due milioni di euro) finisca nuovamente all’asta per ripianare i debiti dell’Immobiliare.
Difficile, al momento, ipotizzare un acquirente interessato a rilevare il complesso, posto sotto la tutela del Ministero dei beni e delle attività culturali, tramite la Soprintendenza delle belle arti, per la presenza di alcuni affreschi riferibili alla scuola di Raffaello Sanzio.
Anche il Comune, stando a quanto trapela da Palazzo Santa Chiara, sembra aver poco margine di movimento, in quanto la normativa prevede che le amministrazioni più che acquisire nuovi beni (dimostrandone la pubblica utilità) debbano alleggerirsi di quelli in carico. Circostanza che negli ultimi anni ha spinto l’amministrazione a mettere in vendita (senza riuscirci) alcuni suoi gioielli, come la Tenuta della Mandria.

Le tappe

2002-2004: inizia la corsa al mattone. Dopo anni passati a progettare e costruire ospedali con la sua Euromedical, una srl diventata spa nel giugno del 2003, Mario Bonardo e la moglie Giuliana Gaglia si buttano a capofitto nel mercato immobiliare.

Febbraio 2004, partono i lavori. Acquistato l’ex convento di San Bernardino, in via del Collegio, e lo stabile della Locanda del Sole, il 23 febbraio la società ottiene dal Comune di Chivasso il permesso dell’avvio dei lavori dell’hotel.

Luglio 2005, lavori a rilento. Le Olimpiadi sono sempre più vicine, ma nel cantiere gli operai sono sempre meno.

Aprile 2006, inizia il crollo. Fallisce l’Euromedical, una dopo l’altra fanno la stessa fine le aziende di famiglia legate alla costruzione dell’hotel: Smeg e Compagnia di San Bernardino.

2006/2007, partono le aste, a prezzi sempre più bassi, sia per l’ex Convento che per l’ex Locanda del Sole.

Venerdì 18 febbraio 2011, con la sua Sant’Andrea Immobiliare Pierluigi Caramellino acquista la struttura.

25 febbraio 2015, dopo un lungo carteggio il caso ex Convento approda in Consiglio Comunale. L’ex sindaco Libero Ciuffreda si trova a rispondere alle accuse di Caramellino sugli oneri di urbanizzazione, a dire di quest’ultimo non dovuti.

Luglio 2015, assistito dall’avvocato Laura Cargnino, Caramellino presenta un esposto alla Corte dei Conti sulle sanzioni legate a un’istanza in sanatoria per 700 mila euro, precisando però come tali opere siano insanabili.

E’ l’inizio della fine.

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