CRESCENTINO

L’ex oratorio divide il mondo della politica

Fabrizio Greppi è contrario all'acquisto.

L’ex oratorio divide il mondo della politica
Vercellese, 13 Luglio 2020 ore 14:37

A Crescentino c’è chi non vuole comprare l’ex oratorio ed è l’ex sindaco nonché capogruppo di minoranza Fabrizio Greppi.

L’ex oratorio divide la politica

Durante la Messa in onore del Santo Patrono, don Edoardo aveva annunciato la scelta del Comune di Crescentino di acquistare l’ex oratorio di via San Giuseppe. Annuncio poi confermato dal sindaco Vittorio Ferrero che ha ripreso in mano la questione al termine della Fase 1 dell’emergenza Coronavirus Covid19. Una scelta, quella di acquistare questo immobile che era stata molto dibattuta nel corso della campagna elettorale, soprattutto tra il sindaco Vittorio Ferrero e quello che allora guidava la città, Fabrizio Greppi.

“Un bagno di sangue”

Ed è proprio quest’ultimo a non condividere affatto la scelta di comprare questo edificio nel centro della città: «Tutta la mia amministrazione era contraria a questa operazione. Non capisco perché ora uno di loro abbiamo cambiato idea. Quella è una struttura fatiscente quindi si va a comprare un rottame.
Ma prima di tutto mi chiedo: ma il sindaco ha già previsto la somma necessaria per l’acquisto del bene a bilancio? E se si, la perizia che ne stima il valore dov’è? Il perito, nel momento in cui ha fatto l’analisi dell’ex oratorio, ha tenuto conto che alla fine degli Anni Ottanta, cioè più di 30 anni fa, erano stati messi dei tiranti sotto la gronda. Spero che tenga conto di tutti gli aspetti critici. L’Amministrazione Venegoni era già interessata a questo acquisto, ma aveva in mente di entrare in possesso della parte più ammalorata per 200 mila euro.
Ma poi mi chiedo: l’Amministrazione ha idea di cosa farne? A cosa verrà destinato? Non mi sembra proprio che Crescentino abbia bisogno di nuovi spazi, soprattutto di edifici che comporteranno dei nuovi costi. Perché i crescentinesi devono sapere che una volta acquistato, ci saranno molte spese: prima fra tutti quella per la ristrutturazione, anche per adeguarla alle norme antisismiche. Sarà un vero e proprio bagno di sangue per le nostre casse perché è una struttura enorme e oltre alle spese di acquisto ci vorrà almeno un milione e mezzo per i lavori.
Comunque sono molto interessato anche alla relazione del responsabile dell’ufficio finanziario necessaria da anni ormai per questo tipo di operazione».

“Diamogli un contributo”

L’ex sindaco da un suggerimento al suo successore se vuole aiutare il don a concludere l’oratorio: «Io ero contrario a queste finte operazioni. Io avevo proposto a suo tempo di far acquistare il bene dai privati e, nel momento della compra vendita di inserire nel Piano Regolatore in corso di variante, il vincolo per la parte verde di destinarla ad area pubblica per realizzare un parcheggio. Così l’acquirente poteva fare i garage che mancano. Questa sarebbe stata un’opera sensata. Non prevede l’abbattimento della struttura, quello è un danno enorme. Se vogliamo dare un contributo per aiutare la Curia a terminare i lavori dell’oratorio, che è stato costruito grazie a me che ho previsto l’area, diamogli un contributo di 200 mila euro ma evitiamo di comprare quella struttura inutile. Ferrero mi deve spiegare perché dobbiamo spendere 400 mila euro per tutto il complesso quando basterebbe la metà della somma per portare a termine un’opera importante nella quale ho creduto sin da subito. Infatti, nell’area a sud del nuovo oratorio, avevo pensato ad entrare in possessore dell’area per realizzare un parco e un campo da basket».

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