Cronaca
situazione difficile

L’influenza raggiunge il picco e i farmaci sono introvabili

Con l’eliminazione delle restrizioni per il Covid, i casi sono esplosi

L’influenza raggiunge il picco e i farmaci sono introvabili
Cronaca Chivasso, 14 Gennaio 2023 ore 18:24

Durante le festività natalizie si è registrato il picco dell’influenza australiana. Sono stati colpiti bambini e adulti, numeri decisamente elevati dispetto alle medie dello stesso periodo degli anni precedenti.

Il picco influenzale, il commento del pediatra Rosso

La conferma di questa situazione ci giunge dagli stessi medici che sono costantemente impegnati tra i sintomi influenzali e quelli del Covid, ma senza dimenticare anche tutte le altre patologie.
«Il numero di persone colpite dall’influenza sono in numero maggiore rispetto a quanto avveniva negli anni scorsi e oltretutto l’ondata influenzale è stata anticipata - inizia così il pediatra di Brandizzo e Chivasso Paolo Rosso - Una situazione che era attesa, ma ha causato notevoli disagi.
La combinazione tra la fine delle restrizioni causate dal Covid e il fatto che in alcuni bambini non era presente una memoria immunologica è stata la causa di un’impennata dell’influenza.
Inoltre c’è da dire che solitamente l’influenza registra il suo picco a gennaio mentre molti casi si sono già registrati a partire da novembre e a dicembre i casi erano numerosi.
Con la chiusura delle scuole è diminuita la trasmissione del virus influenzale e ad oggi i casi di persone influenzate sono diminuite, ma si dovrà valutare tra qualche giorno quale sarà la situazione perché, dire che la curva dei contagi è in diminuzione sarebbe un’affermazione azzardata, come ho detto si deve ancora attendere.
I sintomi influenzali sono molto simili a quelli degli anni scorsi ovvero 4 o 5 giorni di febbre alta, ma abbiamo vissuto praticamente due anni senza influenza quindi non siamo più abituati a questa situazione, ma non è corretto dire che l’influenza di questo periodo sia più aggressiva di quella che colpiva negli anni precedenti».

La carenza di farmaci

Se il virus influenzale viaggia veloce dall’altro lato c’è la carenza di farmaci.
«Nei mesi estivi si era registrato un calo dell’ibuprofene, il Nurofen per intenderci, ma attualmente la situazione è decisamente peggiorata - dice Rosso - infatti è dall’autunno scorso che si fatica a reperire alcuni tipi di antibiotici e questo ha portato parecchi problemi.
Una situazione dettata da una combinazione di eventi ovvero: l’aumento dei casi influenzali, la difficoltà nel reperire materie prime e l’aumento dei costi di carta e plastica per gli imballaggi dei farmaci.
Una situazione complicata con cui fare i conti e ogni volta è sempre un problema avere l’antibiotico giusto per ogni situazione.
Il Panacef ad esempio è sparito e curare i bambini allergici è stato complicato».

Il commento del dottor Malara

Per quanto riguarda gli adulti si è verificato un aumento dei casi durante le festività natalizie. «Nelle persone con sintomi influenzali - afferma il medico Demetrio Malara - si sono riscontrati dei problemi sia all’apparato respiratorio che intestinale.
Numerosi episodi che coinvolgono anche i giovani.
Una situazione che personalmente mi aspettavo per una serie di fattori.
Dal 2020 sino a qualche mese fa, i casi influenzali erano molto rari e questo perché indossavamo le mascherine e quindi la trasmissione era limitata.
Con l’eliminazione delle restrizioni per il Covid, i casi sono esplosi. Non c’è infatti la consapevolezza, tra i cittadini di coprirsi, di indossare la mascherina nei luoghi affollati.
Un consiglio che personalmente do ai miei pazienti è proprio quello di indossare la mascherina nei luoghi affollati. Questa aiuta sia a proteggersi dalle influenze che dal Covid. Non va dimenticato che ci sono ancora molte persone positive al Covid, anche se ormai non se ne parla più molto.
I portali non forniscono una situazione reale sul Covid poichè non esiste più l’obbligo di dichiarare di essere positivi e molti effettuano l’autodiagnosi presso il proprio domicilio».
Non abbassare ancora la guardia è quindi la parola d’ordine sia per quanto concerne il Covid che per l’influenza che in questo periodo hanno tenuto molte persone a letto. E continuano a farlo.

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