OCCUPAZIONE

LivaNova, il caso dell’azienda di Saluggia torna in Regione

Alberto Avetta ha portato alla ribalta la questione.

LivaNova, il caso dell’azienda di Saluggia torna in Regione
Vercellese, 23 Giugno 2020 ore 17:23

LivaNova, il caso dell’azienda di Saluggia torna ad esser discusso in Regione Piemonte. Alberto Avetta ha portato alla ribalta la questione.

LivaNova, il caso torna in Regione

In Consiglio regionale a Torino si è tornato a parlare della crisi dell’autunno scorso dell’azienda LivaNova che ha un suo sito anche a Saluggia. A riaprire il discorso è il Consigliere d’opposizione del Pd Alberto Avetta:

“Accolgo con favore l’intenzione della Regione Piemonte di valorizzare ulteriormente il distretto industriale biomedicale di Saluggia, anche con il coinvolgimento delle istituzioni universitarie, proprio a partire dallo stabilimento LivaNova. Occorre, però, passare dalle intenzioni ai fatti e definire in che modo la Regione pensa di sostenere un settore che, a maggior ragione con l’emergenza Covid-19, ha assunto una grande rilevanza non solo per il vercellese ma per tutto il Piemonte. Per questo ho chiesto all’assessore al Lavoro Elena Chiorino di dedicare un’apposita seduta di Commissione illustrandoci come pensa di sviluppare e di finanziare il progetto”.

La crisi

Così dichiara il consigliere regionale Alberto Avetta (Pd), in occasione del dibattito in Consiglio regionale sull’Interpellanza presentata nel mese di novembre e relativa alla notizia della decisione dell’azienda LivaNova, del comprensorio Sorin di Saluggia, di spostare in Canada la produzione di valvole cardiache, con il conseguente avvio della procedura di licenziamento collettivo per 83 dipendenti.

“Fortunatamente, nel frattempo quella crisi è stata superata con la revoca dei licenziamenti. Il distretto industriale biomedicale del sito Sorin di Saluggia per l’elevato livello di tecnologia e il numero e la qualità degli addetti, è il più importante insediamento produttivo dell’area vercellese e chivassese. La chiusura della LivaNova avrebbe indebolito uno dei pochi settori ancora trainanti dell’occupazione e competitivi nel mercato globale – commenta il consigliere regionale Alberto Avetta  – e se davvero crediamo che quello biomedicale sia un distretto di ‘alta eccellenza’, allora occorre approfondire concretamente in Commissione quali possono essere le modalità e i tempi per finanziarlo, valorizzarlo e renderlo più competitivo. I lavoratori LivaNova, che sono il vero patrimonio di competenze e conoscenza del distretto biomedicale, vivono ancora nell’incertezza per il loro futuro: per questo attendono dalla Regione Piemonte proposte serie e condivise dal territorio e con tutte le parti sociali”

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